Venezia 2011. Il LEONE D’ORO a Sokurov, gli altri premi e un commento a caldo (in diretta dalla sala stampa)

Sono in sala stampa, dove insieme a almeno duecento giornalisti da ogni parte del mondo ho assistito via schermo alla cerimonia di premiazione. Dico la mia, e riferisco le reazioni della sala stampa, dove lo sconcerto si è alternato al consenso e, un paio di volte, all’entusiasmo per questo verdetto complicato.
La cosa più azzeccata della serata sono state le parole di introduzione del presidente della giuria Darren Aronofsky: “Il cinema è vivo e sta bene. C’erano molti bellissimi film in concorso e non avevamo premi abbastanza per tutti. Abbiamo dovuto scegliere”. Vediamo come hanno scelto.
Il premio speciale della giuria a Crialese è molto, molto discutibile (per non dire peggio). Terraferma è (non solo il a mio parere) tra le cose peggiori viste in una rassegna piena di film notevoli, e perfino formidabili. Come hanno potuto dargli un riconoscimento di tale livello, il terzo nel ranking del palmarès? Dimenticando Friedkin, Solondz, Andrea Arnold, Steve McQueen, Cronenberg, Johnnie To, Ann Hui e altri degni dei premi maggiori. Dico, vogliamo scherzare? Quando lo hanno annunciato, la sala stampa si è scatenata giustamente in fischi da far tremare il pur solido Palazzo del Casinò. Vergogna vergogna vergogna.
Il Leone d’oro al Faust di Sokurov: ma sì, va bene, lui è un grande (e poi poteva andare peggio). Fragorosi applausi in sala st. quando Alexander Sokurov è stato annunciato quale vincitore del Leone d’oro per il suo Faust. Film sghembo, eccentrico anche nella parabola del suo regista. Ma è un’opera importante, pur se ostica, stremante per le sue due ore e quindici minuti. Di quei film che sono capolavori annunciati e non sempre mantenuti. Piaciuto molto ai critici europei e assai meno agli angloamericani. Un riconoscimento, questo premio, al Cinema come Arte, piaccia o meno. Però a un certo punto circolava per il Leone d’oro il nome di Marjane Satrapi: da brivido. Meno male che era una falsa notizia: pericolo scampato. Molto meglio Sokurov, vogliamo scherzare?
Il Leone d’argento al cinese Cai Shangjun per People Mountain People Sea è strameritato, ma la sala stampa è rimasta esterrefatta: chi è costui? E perché l’hanno premiato? Molti non hanno visto il suo film, tostissimo, implacabile, tra le grandi sorprese di questo festival. Era tra i miei preferiti, e l’ho anche scritto. Io sono strafelice, altri giornalisti un po’ meno.
La Coppa Volpi come miglior interprete maschile a Michael Fassbender è sacrosanta (però ha segato Shame dal Palmarès). Quando hanno annunciato il suo nome qui in sala st. è scoppiato un boato, anche più poderoso di quello che ha poi accolto il Leone d’oro a Sokurov. Un applauso interminabile. Riconoscimento sacrosanto, solo che premiando lui hanno tagliato le gambe a Shame (film adorato dai jeunes critiques italiani e stranieri), che si meritava molto, molto di più, altro che Crialese. E la Rohrwacher l’ha pure detto, mannaggia, consegnando il premio a Fassbender: “Interprete di un film, Shame, che ci ha colpito e turbato”. Maledizione, e allora perché non gli avete dato un Leone?
La Coppa Volpi per la migliore interprete femminile alla cinese Deanie Yip per A Simple Life ha messo d’accordo tutti. Niente da dire, la sua interpretazione della vecchia domestica che finisce in ricovero ha fatto versare lacrime al pubblico (e anche a qualche giornalista). E farà versare lacrime a tutto il mondo, perché il film funzionerà molto bene su tutti i mercati. Non c’erano altre candidate possibili alla Coppa Volpi dopo avere visto Deanie Yip in A Simple Life: c’era solo lei, niente più gara. Cancellate le Kate Winslet, le Jodie Foster. Ovazione.
Premio Marcello Mastroianni al miglior attore emergente: assegnato al ragazzo e alla ragazza (Shôta Sometani e Fumi Nikaidô) protagonisti del giapponese Himizu. Un modo per segnalare un film parecchio interessante. Anche qui la sala stampa è rimasta perplessa: ma chi sono? che film è? chi è questo regista Sion Sono che ha ritirato il premio per i due? Invece hanno molto applaudito i tanti giornalisti-ragazzi presenti qui (blogger, scriventi su siti, televisivi ecc.) che il film l’hanno visto e l’hanno adorato. Himizu è uno dei titoli più estremi e meno mainstream del festival, discontinuo, anche insopportabile, ma che sa anche raggiungere con la sua storia truce tratta da un manga livelli altissimi.
Alpis, uno dei film più controversi della mostra: Osella (a Yorgo Lanthimos, che è anche il regista, e Efthimis Filippou) per la migliore sceneggiatura. Un film greco che io ho detestato. Lo stesso deve essere capitato ai colleghi presenti in sala stampa, giovani e meno giovani, che hanno accolto con buuh e fischi la decisione di dargli il premio per lo script. Però va detto che Alpis è di quei film sbagliati, sballati e disturbanti, e profondamente irritanti, che però contengono un nocciolo duro di verità, qualcosa che non è medio, non è mai mediocre. Uno di quei film che devi rivedere, e il regista in futuro potrebbe darci qualcosa di molto buono (tipo il cileno Pablo Larrain, che con Tony Manero ci aveva dato un film sordido come questo Alpis, ma che poi con Post Mortem ha realizzato un quasi capolavoro). Meglio un film come Alpis di una Comencini, di un Crialese.
E si dà un premio di consolazione a Wuthering Heights (Cime tempestose): l’Osella per la fotografia a Robbie Ryan. Solo che il film avrebbe meritato di più. Uno dei titolo più spiazzanti della mostra. Andrea Arnold ha rivisitato Cime tempestose con furore e selvaggeria, cavandone qualcosa di importante. Tra i miei preferiti. In mancanza di un premio maggiore, va bene così. Un riconoscimento minore, di quelli che si dimenticano subito, ma almeno il film è entrato seppure di squincio nel Palmarès.
A conti fatti, un verdetto sghembo, con premi coraggiosi e azzeccati e altri sballati: a stridere sono soprattutto i due premi a Terraferma e al greco Alpis. Il resto si può anche condividere. Peccato per i grandi dimenticati: Friedkin, Solondz, Andrea Arnold, Steve McQueen, Cronenberg, Johnnie To.
Rimangono fuori due superfavoriti, George Clooney e Roman Polanski. Ma questi sono i festival, queste sono le giurie.
Clooney ha realizzato il suo film migliore, che penso camminerà molto bene sul mercato americano, e lancerà ancora più in alto Ryan Gosling (l’attore più hot del momento insieme a Michael Fassbender). Carnage di Polanski invece è stato sopravvalutato, film più furbo che importante, e molto più convenzionale di quanto non sembri. Non mi scandalizza che sia stato escluso dal palmarès, le cose discutibili di questo verdetto sono ben altre.

L’ELENCO DEI PREMI (dal sito della Mostra)
VENEZIA 68
La Giuria Venezia 68, presieduta da  Darren Aronofsky e composta da Eija-Liisa Ahtila, David Byrne, Todd Haynes, Mario Martone, Alba Rohrwacher, André Téchiné dopo aver visionato tutti i ventitre film in concorso, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

LEONE D’ORO per il miglior film a:
FAUSTdi Aleksander SOKUROV (Russia)

LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a:
Shangjun CAI per il film REN SHAN REN HAI (PEOPLE MOUNTAIN PEOPLE SEA) (Cina – Hong Kong)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
TERRAFERMA di Emanuele CRIALESE (Italia)

COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione maschile a:
Michael FASSBENDER
nel film SHAME di Steve MCQUEEN (Gran Bretagna)

COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione femminile a:
Deanie YIP
nel film TAO JIE (A SIMPLE LIFE) di Ann HUI (Cina – Hong Kong)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI
a un giovane attore o attrice emergente a:
Shôta SOMETANI e Fumi NIKAIDÔ
nel film HIMIZU di Sion SONO (Giappone)

OSELLA
per la miglior fotografia a:
Robbie RYAN
per il film WUTHERING HEIGHTS di Andrea ARNOLD (Gran Bretagna)

OSELLA
per la migliore sceneggiatura a:
Yorgos LANTHIMOS e Efthimis FILIPPOU
per il film ALPIS (ALPS) di Yorgos LANTHIMOS (Grecia)

LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
(LUIGI DE LAURENTIIS)
La Giuria Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima (Luigi De Laurentiis) della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, composta da Carlo Mazzacurati (Presidente), Aleksei Fedorchenko, Fred Roos, Charles Tesson, Serra Yilmaz ha deliberato all’unanimità di assegnare il

Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima (Luigi De Laurentiis)
a: LÀ-BAS di Guido LOMBARDI (Italia) – SETTIMANA DELLA CRITICA
nonché un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore.

Questa voce è stata pubblicata in Container e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Venezia 2011. Il LEONE D’ORO a Sokurov, gli altri premi e un commento a caldo (in diretta dalla sala stampa)

  1. Pingback: Venezia 2011. Sokurov, il vincitore del Leone: “Mi ha chiamato Putin” | NUOVO CINEMA LOCATELLI

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.