“Moratti vattene!”: sono d’accordo sulla sostanza, non sui modi

NCL Extra: tutto quello che non è cinema in questo blog di cinema

Dunque ieri sera il nostro (ex) amato presidente Moratti Massimo fuori da San Siro è stato caldamente invitato dai tifosi delusi (e comprensibilmente infuriati) a mollare il comando e vendere. Era già successo dopo la sconfitta con il Novara, non poteva non ri-succedere dopo la batosta con la Juve, in casa oltretutto. Chi ama l’Inter non ha più occhi per piangere, e anch’io faccio parte della schiera dei delusi e incazzati. Vero che bisogna sostenere la propria squadra nei momenti difficili, ma questo più che un momento difficile ha tutta l’aria di essere il classico tunnel nerissimo di cui non si intravede l’uscita (e però abbiamo capito benissimo come ci si è entrati). Non mi piacciono le grida di piazza, gli eccessi, le sguaiataggini, i processi sommari, i piazzali loreto che sono una brutta abitudine di questo paese, non mi piacciono neanche l’ingratitudine e la memoria corta, dunque non mi piace per niente quanto è successo ieri fuori da San Siro. Non condivido la beceraggine con cui il dissenso e l’incazzatura si sono manifestati. Però concordo sulla sostanza. Moratti deve andarsene: come peraltro ho scritto proprio ieri sera su questo blog subito dopo la partita (rimando chi ne avesse voglia al mio post precedente E adesso povera Inter? Rabbie e lacrime (e qualche modesta proposta) di un interista dopo la sconfitta con la Juve).

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