Stasera in Tv L’ILLAZIONE, il film inedito di Lelio Luttazzi su una strana vicenda giudiziaria (la sua?)

L’illazione di Lelio Luttazzi, Rai 5, ore 22,20 (30 ottobre 2011).
Rai5 replica l’omaggio a Lelio Luttazzi la sera del 31 ottobre 2011.

Luttazzi nel film

Dall'«Illazione»

Mario Valdemarin in una scena

La pellicola la trovò la sua compagna Rossana a fine anni Settanta durante un trasloco, chiusa nella classica latta rotonda. Quando chiese spiegazioni a Lelio Luttazzi lui fu evasivo, non spese molte parole su cosa fosse quel film e perché lo avesse girato qualche anno prima.
Qualche anno prima a Luttazzi era capitata una gran brutta storia. Musicista di rara sensibilità swing & jazz, triestino di nascita dunque cosmopolita per l’Italietta di allora, autore di arguti divertissement quali Una zebra a pois, entertainer-presentatore di squisita eleganza della tv in bianco e nero di Antonello Falqui, anche attore causale ma non troppo al cinema (da ricordare il cameo in L’avventura di Antonioni), Lelio Luttazzi si vide cambiare la vita un giorno del giugno 1970 quando lo arrestarono sotto l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Con lui anche Walter Chiari. Benchè scarcerato dopo 27 giorni, non si riebbe più, il triestino dal gran sorriso, da quell’oscura faccenda, da cui uscì con la carriera distrutta, l’immagine a pezzi e la voglia di ritirarsi dallo spettacolo. Tornò a vita privata, lottò perché fosse riconosciuta la sua estraneità ai fatti e ripristinato il suo onore, querelò e fu risarcito, ma quel sorriso che gli conoscevamo quando presentava Studio Uno, quel garbo, quella leggerezza, non li avrebbe ritrovati mai più.
Nel 1972 Luttazzi decide di girare un film in cui non racconta cronachisticamente la sua storia, ma che alla “brutta cosa” allude e inequivocabilmente si rifà. Un gruppo di persone si ritrova in una villa sui Castelli romani. Durante la serata conviviale uno di loro, un giudice, imbastisce un improvvisato processo, tra un bicchiere e una portata, contro un altro del gruppo, un medico (interpretato of course da un poco riconoscibile Luttazzi con la barba). L’imputato non capisce di cosa esattamente lo si accusi, sa però di essere finito in una macchina infernale da cui non gli sarà facile liberarsi. Il mitteleuropeo Luttazzi cita fin troppo esplicitamente Kafka, ma anche il Dürrenmatt di La panne, che proprio nel 1972 era diventato un gran film di Ettore Scola con Alberto Sordi, La più bella serata della mia vita. E non manca un’eco degli ignobili processi staliniani. L’illazione non uscì mai nei cinema, e non se n’è saputo il motivo. Ritrovato e restaurato, viene presentato il 30 ottobre al Festival di Roma e, la sera alle 22,20, su Rai 5. Una proiezione che è un risarcimento postumo e un omaggio a Luttazzi, scomparso l’anno scorso.

Luttazzi nel film

Annabella Incontrera

Sito ufficiale Lelio Luttazzi

Clip del film

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