Film da non perdere stasera sulle tv gratuite: RAPINA RECORD A NEW YORK (venerdì 11 novembre 2011)

Rapina record a New York (The Anderson Tapes) di Sidney Lumet (1972). Rai Movie, ore 22,45, 11 novembre 2011.
Si dovrà prima o poi riconsiderare l’opera di Sidney Lumet, il gran professionista (e anche di più) della macchina da presa scomparso nell’aprile di quest’anno a 87 anni. Decine di film che hanno attraversato generi e autorialità fino al suo ultimo Onora il padre e la madre del 2007, un capolavoro di disincanto e crudeltà. Questo Rapina record a New York non è tra le sue cose più ricordate, eppure si colloca nel periodo aureo di Lumet, quegli anni Settanta in cui produsse (tra gli altri) Riflessi in uno specchio scuro, Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani. Finalmente libero dopo dieci anni di galera, Anderson decide di svaligiare tutti gli appartamenti del ricco building newyorkese dove abita la sua ex. L’ostacolo più grande sembrano essere le onnipresenti videocamere di sorveglianza. Ma Anderson non sa che ce ne sono altre che sorvegliano lui, e altre ancora più misteriose. Chi sorveglia chi, e perché? Chi conduce il gioco, e qual è il gioco? L’ossessione voyeuristica e del controllo diventa cinema, come già era accaduto in Blow-up, come accadrà di lì a poco in La conversazione di Coppola. Ma Lumet non è autore da riflessioni socio-filosofiche, lui fa spettacolo, e confeziona una crime story che si segue senza un momento di noia. Resta comunque uno dei primi film in cui l’uso massiccio dei videotape costruisce un’estetica nuova di immagini imperfette, sgranate, rubate al reale, estetica che negli anni successivi vedremo dilagare in film come Sesso, bugie e videotape. Certo, con tutta quell’ossessione che percorre The Anderson Tapes di spiare e osservare e controllare, vien da pensare al Caso Watergate, che è proprio del 1972, e magari a un testo fondamentale che apparirà qualche anno dopo (1975) come Sorvegliare e punire di Michel Foucault. Il ladro è Sean Connery, che con Lumet aveva già girato La collina del disonore, la ragazza è Dyan Cannon, già signora Cary Grant per una breve stagione negli anni Sessanta. Ma occhio, ci sono anche Martin Balsam e un Christopher Walken giovanissimo e perversamente angelico.

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