Film da non perdere stanotte sulle tv gratuite: CAVALLO DI TORINO (The Turin Horse) di Bela Tarr. Venerdì 25 novembre 2011

Cavallo di Torino (The Turin Horse), di Bela Tarr. Su Rai Tre (a Fuori Orario), ore 1,50 (durata 146 minuti).
Obbligatorio per cinefili, e per spettatori di buona volontà che non disdegnano il cinema come avventura estrema e folle. The Turin Horse è firmato da uno degli autori più radicali del cinema degli anni nostri, quel Bela Tarr, ungherese, autore del monumentale culto Satantango, sette-ore-sette di cinema costituito in gran parte da lunghi, estenuati, estenuanti piani sequenza. Vertice del cinema di margine e non omologato. Segno di distinzione, medaglia al valore, esercizio di ascesi e perfino autopunizione per i pochi arditi cinefolli che in Italia ce l’hanno fatta (nel duplice senso che hanno potuto e hanno resistito) a vederlo. Del 1994, in un implacabile bianco e nero che non lascia scampo, lo diede in versione integrale Fuori Orario in una storica notte (o forse due, non ricordo più), ed è ancora Fuori Orario, lo spazio di cinevisioni by Enrico Ghezzi, che stanotte ci mostra Cavallo di Torino. Film che è recente, recentissimo, inedito in Italia (e io che speravo uscisse nei cinema, ma quale distribuzione oggi può permettersi di inserire nel suo listino un film così che economicamente è il suicidio certo? Sicchè non ci resta che la tv). Qualche critico italiano l’ha visto al Festival di Berlino dello scorso febbraio (e le recensioni non sono state entusiaste), dove ha conteso fino all’ultimo all’iraniano Una separazione l’Orso d’oro, prendendosi poi l’Orso d’argento. Cosa che ha fatto cadere nella più profonda prostrazione Tarr, il quale ha annunciato (non s’è capito se solo per la delusione berlinese o anche per altro) che non girerà più film, basta, The Turin Horse è il suo ultimo, signore e signori addio, non mi meritate. Però dopo Berlino il film ha fatto il suo bel giro del mondo, molto ben accolto dappertutto, che magari Tarr ci ripensa. A Toronto anche i critici americani, mai troppo teneri con i film autoriali più estremi, l’hanno trattato con riguardo. L’Ungheria l’ha scelto come proprio candidato al prossimo Oscar per il migliore film straniero, e le speranze che entri almeno nella shortlist sono buone. Come il titolo lascia intendere, Cavallo di Torino ci racconta della follia che colse Friedrich Nietzsche nel suo soggiorno torinese del 1889, allorquando nella pubblica piazza abbracciò piangendo un cavallo maltrattato da un cocchiere. Fu il segno che la discesa negli abissi del filosofo tedesco era completa, e irreversibile. Ma Bela Tarr quella storia ce la racconta capovolgendo il centro della narrazione, facendo del cavallo il protagonista (e viene in mente l’asino al centro del capolavoro di Bresson Au hazard, Balthasar). Che ne fu di quel cavallo che incrociò Nietzsche? La mdp lo segue nella sua derelitta esistenza accanto al cocchiere e alla figlia di lui. Cronaca di fango, desolazione, squallore. Sporco, pioggia, povertà. Umanità, subumanità, animalità. Tutto filmato in tempo reale o quasi. Un film che richiede allo spettatore dedizione e perfino devozione alla causa di una cinema tanto alto da essere inaccessibile e respingente. Ma film come Cavallo di Torino sono necessari, e grazie a Dio c’è ancora chi è abbastanza niccianamente folle per provarci.

Questa voce è stata pubblicata in film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

45 risposte a Film da non perdere stanotte sulle tv gratuite: CAVALLO DI TORINO (The Turin Horse) di Bela Tarr. Venerdì 25 novembre 2011

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.