Chips/ Con ‘Pina’ il 3D conquista le sciure ed espugna la platea intello-chic

Sentita qualche giorno fa mentre ero in fila alle casse dell’Apollo, qui a Milano. Due signore parecchio in su con gli anni, più settanta che sessanta, un po’ genere professoressa democratica come diceva Berselli e molto sciura lettrice di Repubblica, si dicevano che quella era la prima volta che vedevano un film in 3D, e che chissà-se-mi-faranno-male-gli-occhi-e-questi-occhialini-non-saranno-pesanti? Gli ci voleva Wenders con Pina, gli ci voleva l’autore consacrato, il maestro dallo status culturale certificato per convincerle a vedersi un 3D. Però, signore mie, guardate che la triplice cinedimensione non è mica una cosa volgare da burini, anzi è assai rispettabile, e se ne sono già visti di bei film con gli occhialini, mica era necessario aspettare che il teutonico duo Wenders-Bausch vi mettesse a posto la coscienza. Siate meno schizzinose, al prossimo Pixar movie precipitatevi subito, insieme ai ragazzini mangiatori di popcorn, e non arricciate il naso. Sperando che gli occhi non vi dolgano.

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