Film da non perdere stasera sulle tv gratuite: LE CONSEGUENZE DELL’AMORE di Sorrentino (lunedì 28 novembre 2011)

Le conseguenze dell’amore, Iris, ore 21,05.
Una delle cose migliori, e davvero da non perdere, di questa serata tv. Trattasi difatti del secondo film di Paolo Sorrentino, oggi autore consacrato (benchè discusso) e anche di solida fortuna commerciale, come dimostrano gli incassi italiani del suo ultimo This must be the place con l’ormai celebre Sean Penn pittato come una sfatta prostituta pre-Merlin. Le conseguenze dell’amore (bel titolo, però) è del 2004 e viene dopo l’esordio sorrentinesco, quell’Uomo in più che fu scarsamente notato, se non da rari critici di occhio lungo e fino. È anche, Le conseguenze, il film che impone nel nostro star-system Toni Servillo, fino ad allora egregio attore teatrale però mai esploso davvero al cinema. Qui è già al suo massimo, nella messa a punto di un personaggio che gli è congeniale e che, nei suoi caratteri basici, replicherà più di una volta nella sua carriera successiva. Titta è un grigio, silenzioso signore di origini campane che da anni soggiorna in un albergo svizzero (a Lugano, per la precisione), in un apparente nulla scandito da partite a carte e altri minimi rituali quotidiani. Una volta alla settimaa, sempre lo stesso giorno, sempre alla stessa ora, si fa un’iniezione di eroina, una trasgressione programmata e ordinata com’è tutta la sua vita. In realtà è un uomo al servizio della criminalità organizzata, e quando i padroni chiamano Titta risponde e entra in azione. Un mostro calato nell’usuale, come sempre nel cinema di Sorrentino, che attraverso la faccia, il corpo, i gesti di Servillo costruisce una memorabile rappresentazione della banalità del male. Qualcosa si incrina e cambia quando Titta si innamora della ragazza del bar dell’albergo (Olivia Magnani, nipote di Anna), e le conseguenze dell’amore ci saranno, e pesanti. Paolo Sorentino già mostra tutto il suo virtuosismo nella messinscena, nella definizione somatica dei personaggi, nella descrizione e nell’accumulo di dettagli densi di significato, eloquenti, anche se sordidi, anche se repellenti. Il suo è un cinema visuale, fisiognomico, in cui l’esteriorità è tutto, perché racconta o ambisce a raccontare anche l’interiorità, e dunque non c’è bisogno di scavo. In questo nessuno oggi in Italia, e non solo, è bravo come lui. Quello che manca in questo film, e sempre in Sorrentino, è la voglia di costruire una narrazione vera, un racconto complesso, compatto, una trama di fatti ed accadimenti che sappia davvero intrappolare noi spettatori. Un enorme talento che rischia di perdersi nella messa a punto e nella messa in scena di film-tableaux vivants. Però, meglio lui del niente o quasi di tanti suoi colleghi. Toni Servillo riprenderà un personaggio abbastanza simile a questo suo Titta nel bellissimo Una vita tranquilla di Claudio Cupellini, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni e che, mi rendo conto adesso, molto deve a Le conseguenze dell’amore.

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