Film di culto stanotte sulle tv gratuite: ‘L’assassino di Rillington Place n. 10’ (giovedì 15 dicembre 2011)

L’assassino di Rillington Place n. 10 di Richard Fleischer, con David Attenborough. Su Rai Movie alle ore 2,25 della notte tra il 15 e il 16 dicembre 2011.
Film del 1971 poco visto allora, figuriamoci dopo, ma che gode di ottima reputazione presso gli appassionati estremi e i cinefolli. Ne ho un ricordo di film notevole, di cupe atmosfere, di nebbie dell’anima e della mente. Ricostruzione, però senza smanie di ecessiva fedeltà documentaristica, dei misfatti di un serial killer nella Londra anni Quaranta. Vittime designate erano le donne, che avvicinava, circuiva, strangolava, seppelliva in gardino. Otto gli omicidi accertati di John Christie, questo il suo nome. Tutto avvenne durante la guerra, mentre Londra era sotto le bombe tedesche, e nell’immediato periodo post bellico. Ma il film ha un andamento laterale, non segue la cronologia dei delitti. Incomincia invece nel 1949, quando al piano sopra a quello in cui abita Christie si insedia una giovane coppia, gli Evans, con una bambina. Lei rimane incinta, il marito, preoccupato dai problemi economici, la spinge all’aborto, e Christie si offre di eseguirlo millantando conoscenze mediche che non ha. In realtà anestetizza la donna e la uccide. Della sua morte, e della successiva scomparsa anche della figlia Geraldine, si autoaccauserà Evans (è la parte meno convincente del film, che giustifica la falsa confessione come dettata dal senso di colpa). Solo più tardi, a impiccagione ormai avvenuta di Evans, si scopriranno i crimini del serial killer Christie. Questa terribile storia, che sembra far ripiombare Londra nelle nebbie vittoriane di Jack Lo Squartatore e che è anche la cronaca di un errore giudiziario, diventa un film claustrofobico, soffocante, con un senso costante di minaccia. Il solitamente buono David Attenborough (il futuro regista di Gandhi) è qui l’assassino, cui conferisce una sorta di apatia, di anoressia morale. Un ruolo di laido killer della porta accanto in cui oggi sarebbe perfetto Gary Oldman. Ma a sorprendere è la messinscena rigorosa di un regista, Richard Fleischer, più conosciuto per i tanti film spettacolari e mainstream (I Vichinghi, Viaggio allucinante, Ventimila leghe sotto i mari, Barabba, Mandingo), che per i suoi pur notevoli crime & murder come questo Rillington Place, ma anche Lo strangolatore di Boston e L’altalena di velluto rosso. Un artigiano del cinema che converrebbe riconsiderare e rivalutare.

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