I film in uscita dal 23 dicembre al 5 gennaio: da vedere & da evitare (J. Edgar, Capodanno a New York, Immaturi 2 ecc.)

23 dicembre
IL PRINCIPE DEL DESERTO di Jean-Jacques Annaud, con Freida Pinto, Antonio Banderas, Mark Strong, Tahar Rahim.
Da vedere. Così folle e kitsch e inverosimile da essere già lo stracult di questo Natale. O se preferite, il guilty pleasure. Epopea beduina ai tempi della scoperta del petrolio nella penisola arabica, tra lotte tribali e mire coloniali, e belle ragazze da contendere. Un fumettaccio di produzione araba ma tutto di know-how occidentale importato, a partire dal regista Annaud, quello del remoto Il nome della rosa, e tratto da un bestseller (svizzero!) degli anni Sessanta. Banderas fa l’emiro. C’è anche Tahar Rahim, lo strepitoso Prophète del film di Jacques Audiard. Però questo kolossal del deserto tutto di capitali di paesi islamici, una coproduzione tra il tunisino Tarik Ben Ammar e investitori del Qatar, rinnova l’antico sogno (peraltro coltivato anche da Gheddafi quando ci mise i soldi per Il messaggio e Il leone del deserto) di una cinematografia nordafricana e mediorientale in grado di conquistare i mercati globali. Non sarà così, questo film è troppo goffo, però resta una curiosità antropologica degna di una qualche attenzione. Sarà stroncatissimo dalla critica bon ton e dal pensiero unico, non badateci e provate temerariamente a dargli un’occhiata. Io non vedo l’ora.
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IL FIGLIO DI BABBO NATALE 3D di Sarah Smith e Barry Cook.
Evitabile. Il solito cartone natalizio (forse un po’ meglio del solito, e di produzione semindipendente), con i soliti antipatici occhialoni 3D. Stavolta si va a rovistare in casa di Babbo Natale e dei suoi due figli, concentrandosi sul più piccolo, molto dedito alla missione di famiglia di consegna dei pacchi, anche i più complicati, anche dall’altra parte del mondo. Sorry, non il mio cinema. Ottimo però per portarci i figlioli quando rompono troppo.
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CAPODANNO A NEW YORK di Garry Marshall, con Robert De Niro, Zac Efron, Ashton Kutcher, Jessica Biel, Lea Michele, Sienna Miller, Abigail Breslin, Sofia Vergara, Michelle Pfeiffer, Sarah Jessica Parker, Hilary Swank, Katherine Heigl, Sara Paxton, Frankie Muniz, Halle Berry.
Evitabile. Il flop del momento al box office americane. Le aspettative per questa commedia corale erano altissime, ma il pubblico ha detto no, e il film è sprofondato nella lista degli incassi nonostante un cast all-stars che va dal patriarca De Niro al rampante Ashton Kutcher passando per Sarah Jessica Parker e Halle Berry. Un nugolo di personaggi alle prese con piccoli medi grandi problemi di sentimenti e relazioni personali, tutti raccontati alla vigilia di Capodanno (La vigilia del nuovo anno è il titolo originale). Se vogliamo, un cinepattone in versione newyorkese, solo un po’ meno volgare. Ma altrettanto deludente.
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EMOTIVI ANONIMI di Jean Pierre Améris, con Isabelle Carré, Benoît Poelvoorde, Lorella Cravotta.
Da vedere. Una romantic comedy per niente convenzionale coprodotta da Francia e Belgio. Lui è così terrorizzato dalle donne da non riuscire neppure a parlare con loro, ad avvicinarle, figuriamoci a toccarle o ad averci una qualunque storia. Dunque è in terapia. Lo stesso lei, supertimida che viene assunta da lui. Sarà amore, dopo che avranno superato le rispettive imbranataggini. Minimo realismo quotidiano applicato ai sentimenti (e non senza ruffianaggine). Piacerà moltissimo, soprattutto ai super emotivi, che poi sono la maggioranza della popolazione femminile e anche maschile.
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ARTHUR E LA GUERRA DEI DUE MONDI di Luc Besson, con Freddie Highmore, Mia Farrow, Richard William.
Evitabile. Terzo episodio della saga cartonesca inventata dal furbo Luc Besson, il francese che vuol sempre fare l’americano. Esserini microscopici contro suopercattivi. Andarci solo qualora si debba portare i pargoli da qualche parte, sennò astenersi.
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30 dicembre
AGUASALTAS.COM di Luis Galvao Teles.
Vedibile. Il cinema portoghese non è solo autoralità spintissima, estrema, lenta fino all’effetto ipnotico, ma è anche questa commedia. Un film che arriva da noi, e chissà perché in questo affollatissimo periodo natalizio, dopo ben quattro anni. Strana storia di uno sperduto, pacifico e ancora assai tradizionale villaggio del Portogalle che decide però, per promuovere la propria immagine, di aprire un sito web col proprio nome. Scoprirà che il dominio già appartiene a una multinazionale spagnola dell’acqua minerale. Che fare, pagare la insostenibile multa o rinunciare? Il villaggio decide di andare alla guerra, e ci sarà da divertirsi.
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2012
3 gennaio
ALVIN SUPERSTAR 3 SI SALVI CHI PUÒ! di Mike Mitchell.
Da evitare. Terza puntata della saga con i Chipmunks e le Chipettes, che stavolta si ritrovano intrappolati in un’isola deserta dopo una crociera andata male. L’animazione incontra Lost, e non è detto che sia un’idea felice (però gli animaletti che rifanno Bad Romance di Lady Gaga non sono male, ammettiamolo).
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4 gennaio
J. EDGAR di Clint Eastwood, con Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Josh Lucas.
Da vedere, però. Sì, il però c’è: in America i critici l’hanno accolto male, 59 lo score ottenuto su Metacritic, ancora più basso, 42, su Rotten Tomatoes, quasi un disastro. Eppure era uno dei film più attesi dell’anno, questo biopic dell’uomo che governò per decenni con pugno di ferro e a colpi di dossier segreti l’FBI. Ovvero Edgar J. Hoover, nome che a pronunciarlo ancora fa tremare qualcuno, lo sbirro degli sbirri, il Beria americano che faceva paura anche ai presidenti. Alla regia un’icona americana, Clint Eastwood, e nessuno meglio di lui sembrava adatto a raccontare un’altra icona americana, pur se luciferina. Il film non trascura niente della vita e dell’irresistibile ascresa di Hoover, neanche la sua molto chiacchierata anche se mai esibita omosessualità. Ma il pubblico, come i critici, non ha gradito. Uno dei flop più clamorosi di fine 2011. Fuori anche dalla corsa agli Oscar, a parte qualche chance per Leonardo DiCaprio, ottimo protagonista (però al posto suo avremmo visto meglio Philip Seymour Hoffman).
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FINALMENTE MAGGIORENNI: THE INBETWEENERS di Ben Palmer, con Simon Bird, James Buckley, Blake Harrison, Joe Thomas.
Vedibile. Mica solo in Italia le sitcom diventano film. E però, se da noi succede con I soliti idioti, in Gran Bretagna succede con The Inbetweeners (comunque trasmesso da noi sempre da Mtv) e le cose vanno meglio. La vita di quattro teenager dei suburbia seguita dalla macchina da presa. Famiglia, scuola, sesso. La serie si è presa parecchi premi in patria.
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5 gennaio
IMMATURI, IL VIAGGIO di Paolo Genovese, con Raoul Bova, Ricky Memphis, Ambra Angiolini, Luca e Paolo, Barbora Bobulova, Giulia Michelini.
Evitabile. Dopo gli insperati incassi del primo espisodo, tornano gli Immaturi, più immaturi che mai. Stesso cast vincente, da Luca e Paolo a Raoul Bova passando per Ambra Angiolini e Barbora Bobulova. Stavolta la squadra, anzi la classe che ha dovuto tardivamente rifare l’esame, parte per un viaggio, una specie di gita scolastica fuori età. Solo che ci sono anche mariti, mogli, fidanzati/e. Certo che questo sequel è stato girato in tempi rapidissimi, il che butta qualche ombra sul prodotto. Stiamo a vedere. Io diffiderei (pronto poi a ricredermi qualora meritasse).
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