Film-cult stasera sulle tv gratuite: I’M STILL HERE con Joaquin Phoenix (mercoledì 18 gennaio 2012)

I’m still here, Rai Movie, ore 0,25.
Il più clamoroso falso documentario degli anni recenti, insieme all’abbastanza insopportabile Exit trough the gift shop dello street-artist Banksy. Chiamarlo mockumentary non rende l’idea, giacchè il mocku prende sì tutti i modi del docu (riprese verità, interviste ecc.), ma dichiarandosi come ricostruzione e finzione. I’m still here invece è stato spacciato a lungo dal suo regista, Casey Affleck, il fratellino meno sexy di Ben, e dal suo chiamiamolo così interprete unico, Joaquin Phoenix, come vera verità che più vera non si potrebbe. Va anche detto che tra i due complici c’è un legame di parantela, avendo Casey sposato una delle sorelle di Phoenix, Summer. Dunque, nei primi mesi del 2009 Joaquin Phoenix, nevrotico attore di sicuro talento, durante la promozione del bellissimo Two Lovers di James Gray che lo vede protagonista, dichiara di essere in stato di crisi, e a una svolta radicale di vita e di carriera. Basta con i film, lui non ce la fa più, ha bisogno di libertà e di esprimere se stesso ecc., dunque ha deciso di dedicarsi alla musica rap. Tutto questo lo lascia intendere anche al David Letterman Show, presentandosi davanti al più temibile e acuminato intervistatore della tv americana con barba lunga, occhi febbricitanti parzialmente oscurati da occhialoni, aria sfatta e pure strafatta, senza riuscire a proferire frasi di dotate di senso e a produrre un qualsiasi discorso. Letterman per dieci minuti cerca di estorcergli qualcosa, ma ottiene solo silenzi, mugugni, deliri, parole sconnesse, e però si intuisce che sì, qualcosa è cambiato e che si dovrà dire addio al precedente Joaquin Phoenix. Commento di Letterman più o meno (vado a memoria): “Peccato, doveva venire Joaquin Phoenix, ma è risultato assente”. Incomincia la grancassa sui media Usa e non soltanto, la faccenda diventa un piccolo caso. Bene, si viene a sapere poi che su questa virata lavorativa e di vita il cognato Casey Affleck sta girando un film. Quando verrà presentato l’anno dopo alla Mostra di Venezia, i due parenti lasceranno intendere che si tratta di un’operazione di consapevole falsificazione, che insomma ragazzi non era vero niente e abbiamo fatto tutto per far spettacolo. Il risultato è questo I’m still here, che non sappiamo più se essere docu, mockumentary o finzione o qualcos’altro ancora, ma insomma diamogli un’occhiata. Joaquin Phoenix non ha mai detto chiramente perché abbia montato questa faccenda. Forse si trattava solo di costruire un falso sulla scia delle finte cronache marziane di Orson Welles (e del suo F for Fake), forse si volevano solo sbeffeggiare addetti ai lavori e pubblico, forse si voleva consapevolmente produrre una riflessione sulla nostra società-civiltà dello spettacolo e della simulazione smascherandone i meccanismi, forse era un sincero mettersi in piazza di Joaquin Phoenix, un esibire le sua paure e paturnie e ossessioni e derive e dipendenze in una sorta di esorcismo e catarsi. Forse. L’ambiguità intorno a questo I’m still here è rimasta. Non c’è a questo punto che guardarselo.
PS: Da allora non sono più apparsi film con Joaquin Phoenix. Ritornerà però in The Master e nel nuovo film ancora senza titolo di James Gray.

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