a Berlino che giorno è?/ 8 febbraio 2012, avvicinando la Berlinale e Potsdamerplatz

(Qui in Germania tutti i vecchi video di A Berlino che giorno è? di Garbo sono stati oscurati per una faccenda di diritti. Ho trovato solo questo, acconteniamoci)
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=PccNAx1j1PY&w=560&h=315]
Tutto è ghiaccio qua a Berlino. Atterrando oggi alle undici o poco meno a Tegel la città mi è apparsa tutta bianca e i corsi d’acqua pure. 7-8 gradi sottozero, di notte si vai sui 15-18 m’hanno detto, ma non è così insopportabile, suvvia. Giornata tersa, bello perfino passeggiare e farmi dal mio hotel in Stadmitte tutta la Leipzigerstarsse fino in Potsdamerplatz, epicentro del Festival del cinema di Berlino che qui tutti chiamano Berlinale e guai a chiamarlo altrimenti. Un quarto d’ora piacevole, e il freddo non mi è sembrato così nemico. Sbrigate le solite formalità al press office della Berlinale (ritiro accredito, tentativo di capire come funziona il giro delle proiezioni per la stampa e non, soperta che il wifi non è ancora in funzione e che in tutta l’area non se ne trova quasi mezzo) mi guardo intorno. Mia prima volta in Potsdamerplatz, così celebrata per i suoi grattacieloni e gli avvenirismi, già terrain vague a ridosso del Mauer poi rinata e ritornata a nuova vita (così almeno ce l’hanno cantata per anni) con questa chiassosa operazione urbanistica. A me sembra per dirla tutta un non-luogo, architetture artificiali e astratte dove di vita ne intuisci e vedi poca, fate conto una Bicocca un po’ più grande e con più pretese, però altrettanto squadrata e anonima e separata. Niente di che, insomma, anche se il grattacielo DB di sera con le sue lucione fa la sua figura, bisogna dire. Arrivando dall’aeroporto sono passato in taxi sotto la Porta di Brandeburgo che è un po’ piccina, mica così imponente come me la ricordavo dalle infinite foto e immagini. Beccato l’unico tassista di Berlino che non parla inglese, ho dovuto ricorrere al mio antico tedesco studiato alle superiori, a quel pochissimo che ne rimane. Oggi vigilia di festival, ancora preparativi in corso, il Palast è cinto da barriere e squadroni di operai al lavoro sottozero, stendono pure il red carpet ma chi ci passerà sopra in abito da sera a queste temperature? Vediamo cosa farà Angelina Jolie che sarà qui tra un paio di giorni a presentare il suo primo film da regista sulla guerra in Bosnia (addirittura). Domani si inaugura con il francese Les Adieux à la Reine, i primi giorni della Révolution visti da Versailles e attraverso gli occhi di Maria Antonietta. Con Diane Kruger e l’ormai incontenibile e onnipresente Léa Seydoux (ma quanti film gira la ragazza? fatela respirare un attimo). Intanto oggi preapertura con il Werner Herzog intervistatore di condannati a morte. Non proprio un inizio light.

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