Berlinale 2012/ Oggi ROBERT PATTINSON ha presentato il suo BEL AMI (ma la domanda è: sa recitare o no? e funziona anche fuori da Twilight?

Il vampiro più pallido e adorato del mondo è sbarcato nella fredda Berlino per presentare in anteprima Bel Ami. Storia ottocentesca da Guy de Maupassant, ma assai attuale per i suoi intrighi, le ambizioni, i giochi di potere e di sesso all’ombra dei media. Però l’attenzione era tutta per lui, Pattinson. Ecco come se la cava nel film, e quello che ha detto in conferenza stampa.
Bel Ami, regia di Declan Donnellan e Nick Ormerod. Con Robert Pattinson, Uma Thurman, Kristin Scott Thomas, Christina Ricci, Colm Meaney.
Presentato fuori concorso.
Versione lussuosa ma neanche troppo (location in Budapest, che somiglia – così assicurano i due registi – a Parigi, e costa meno) del gran romanzo fine Ottocento di Guy de Maupassant, che da allora non solo non è invecchiato, ma anzi sembra descrivere vizi, ambizioni, abiezioni, turpitudini e compromessi più che mai attuali e assai contemporanei. La storia è nota, o almeno si dice che lo sia. Il bel Georges Duroy si ritrova spiantato in una soffitta a Parigi dopo due anni di servizio militare in Nord Africa. Ma ganzo com’è, privo di scrupoli e con la faccia e il corpo che si ritrova non ci metterà niente a tirarsi fuori dalla melma. Entra nel letto di signore belle e soprattutto potenti in quanto mogli o cortigiane di potenti, le userà e un po’ si farà usare come un toyboy, farà un carrierone come giornalista sfruttando le informazioni che gli arrivano attraverso le alcove, poi butterà via tutte le dame cui deve la scalata sociale per sposare una giovanissima ereditiera figlia di una delle sue ex amanti. Storia meravigliosa, archetipica ormai, che si rinnova ogni volta che un giovanotto di sana muscolatura e scrupoli assai più molli voglia fare il suo bel salto, che si tratti di farlo nei giornali di ieri o nella tv di oggi o nella Hollywood di sempre. Parabola esemplare, che però di questi tempi di marchettari e marchettare, potere dei media e uso dei media per ogni possibili gioco e doppio gioco, era proprio il caso di rispolverare. Buona l’idea dei due registi inglesi, che però potevano anche avere un po’ di coraggio in più, essere più acri, de-sentimentalizzare ulteriormente il plot, incrudelire caratteri e storia. Invece restiamo nel buon period-drama con le scenografie giuste al posto giusto, i costumi perfetti e attori all’altezza, ma non molto di più. Attori all’altezza? Alla conferenza stampa seguita alla presentazione del film oggi il produttore Uberto Pasolini (lo stesso di Full Monty) ha dichiarato che trattasi sì di un film britannico ma non con attori britannici, bensì con attori di tutto il mondo scelti semplicemente perché erano i meglio possibili per i loro ruoli. Ora, nessun dubbio quando si pensa alle tre signore, Uma Thurman, Kristin Scott-Thomas e Christina Ricci. Ma Robert Pattinson come Bel Ami? Dico, l’esangue signorino della saga Twilight. Produttore e registi ci hanno creduto fortememente, hanno scommesso su di lui. Ma il punto sta proprio lì: è davvero il meglio possibile per quel ruolo? E adesso che il film lo abbiamo visto, come se la cava Pattinson? Dimostra di saper recitare, di poter reggere una carriera dopo e oltre Twilight? Il film oggi tutti sono andati a vederlo per quello, per lui, mica per le pur brave Thurman, Ricci e Scott-Thomas, che in Bel Ami fanno da contorno, piaccia o meno. Bene, la mia personale opinione è che Robert Pattinson non sfonda, è una delusione a metà, e anche più della metà. Non ha la carnalità e l’animalità necessarie per il personaggio, uno che appena le femmine lo vedono se lo vogliono portare a letto, rischiando la vita, il matrimonio, i soldi, l’onore, tutto. Per uno così ci voleva minimo l’Alain Delon degli anni Sessanta, il Marlon Brando dei Cinquanta, un Johnny Depp degli esordi, per stare all’oggi dico un Romain Duris (forse il meglio possibile) o un Louis Garrel. Ma Pattinson no, animalità e potere d’attrazione sessuale zero. Funziona meglio invece nella seconda parte, quando c’è da tirar fuori di Bel Ami le armi subdole della manipolazione, dell’ambiguità, del calcolo, dell’ambizione sfrenata, dell’egolatria, perché Pattinson, che di carnale non ha nulla, qualcosa di luciferino e di debosciato, di crudele e ambiguo invece ce l’ha, eccome. Va poi riconosciuto che il ragazzo ce l’ha messa tutta, lo ha anche detto e ribadito in conferenza stampa, dove si è presentato senza la minima spocchia divistica, un ragazzetto lungagnone e pallido con i capelli rasati e la barba di un paio di giorni, maglioncino grigio con scollo a V su petto nudo, gentile e per niente arrogante. Che ogni tanto si impallava e ridacchiava per trarsi d’impaccio. Le domande dei giornalisti erano tutte per lui, Christina Ricci ha fatto poco più che la comparsa. Quanto a Uma Thurman e Kristin Scott-Thomas, non si sono fatte prudentemente vedere a Berlino, così hanno evitato il rischio di rimanere oscurate dal pallido prence di Twilight.

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5 risposte a Berlinale 2012/ Oggi ROBERT PATTINSON ha presentato il suo BEL AMI (ma la domanda è: sa recitare o no? e funziona anche fuori da Twilight?

  1. heuresabbatique scrive:

    io non ci ho mai creduto in Pattison ma spero che lo faccia svegliare il grandissimo Cronenberg.
    Intendiamoci fino ad ora ha fatto impazzire solo le fan di Twilight e basta.Che scempio per un attore. Pattison non recita simula di saper recitare e lo fa anche male.

  2. Pingback: Bel Amì- recensione di Luigi Locatelli (NUOVO CINEMA LOCATELLI) - RobertPattinsonMoms

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