Berlinale 2012/ Vince l’Italia: Orso d’oro ai Taviani, e va bene così (tutti gli altri premi e il commento)

Orso d’oro di questa Berlinale n. 62 a ‘Cesare deve morire‘ di Paolo e Vittorio Taviani. Pare che in giuria ci sia stata unanimità o quasi. Il film ha sorpreso tutti, anche chi, come me, non è proprio un estimatore da parecchio tempo del cinema dei due fratelli. Va bene così. Viva i Taviani! Viva l’Italia! Andatevelo a vedere, esce se ricordo bene il 2 marzo. Grandissimo il detenuto-attore che fa Bruto. Nanni Moretti (distributor del film con la sua Sacher) in sala un filo commosso. Massì, hanno vinto due maestri, si poteva magari andare su qualcuno più giovane, la Ursula Meier o l’ungherese Bence Fliegauf (che peraltro i loro riconoscimenti li hanno avuti) o sul gran dimenticato di questa giuria, Brillante Mendoza. Però il verdetto è più che accettabile, e dirlo non è solo nazionalismo.

Strameritato anche l’Orso d’argento – Gran Premio della giuria a Csak a szél‘ (Just the Wind) di Bence Fliegauf, il film ungherese che racconta un massacro anti-rom.

Orso d’argento per la migliore regia a Christian Petzold per ‘Barbara‘. Non un grandissimo film, ma di sicuro un ottimo film, tra i più dignitosi e più bilanciati del Concorso. Un altro premio ben assegnato. Ritratto amaro di una donna ai tempi della Ddr, questo film tedesco sembrava in pole position per qualcosa di più. Qui a Berlino il tifo nazionale era palpabile. Petzold mentre ritirava il premio aveva in faccia la delusione di chi si aspettava di meglio.

Orso d’argento per la migliore attrice a Rachel Mwanza, la ragazzina protagonista del canadese ‘Rebelle. Premio insensato, si sono viste decine di attrici più brave di lei, ma la cosa va visto come un riconoscimento al film, politicamente correttissimo e nobilissimo trattando di tremende guerre tribali africane e di bambini soldato, dunque destinato a piacere inesorabilmente alla giuria. Difatti.

Orso d’argento per il migliore attore a Mikkel Boe Følsgaard, il re zoticone e tonto e anche un po’ brutale del film danese ‘A Royal Affair, period-drama che mi sa piacerà molto in tutto il mondo. Un melodrammone a sfondo storico abbastanza convenzionale (ma la storia non lo è), però di sicuro mestiere, e lui, l’attore, è bravo davvero nella sua isterica performance.

Orso d’argento per la migliore sceneggiatura a Nikolaj Arcel e Rasmus Heisterberg per il danese ‘A Royal Affair‘: eh no, non va bene. Passi il premio al miglior attore, però questo pur guardabilissimo film due premi non se li merita, quello per la sceneggiatura poi. Mah.

Orso d’argento per il miglior contributo tecnico (alla miglior fotografia) a Lutz Reitemeier per il film cinese ‘Bai Lu Yuan‘. Ha ritirato il premio la bionda compagna del signor Lutz R., impegnato nella penisola arabica. Unico riconoscimento andato al film cinese di Wang Quan’an che qualcosa di più si meritava, suvvia, e che può essere considerato uno degli sconfitti di questa Berlinale (l’altro essendo il grande Brillante Mendoza di Captive).

Premio Alfred Bauer per la migliore innovazione a ‘Tabu‘ del portoghese Miguel Gomes. Uno dei film più stravaganti del festival, bello-e-brutto, da amare-odiare. Un melodramma ora ridicolo ora sublime. Il mio gulty pleasure di questa Berlinale, per un’ora l’ho detestato poi l’ho adorato. Questo premio a un film così poco mainstream non mi dispiace, anzi.

Orso d’argento – Menzione speciale a ‘L’enfant d’en haut‘ di Ursula Meier. Niente da dire, uno dei migliori film di questa Berlinale.

(Link alla pagina ufficiale del sito della Berlinale)

Mi piacciono i premi a Ursula Meier e al suo L’enfant d’en haut e al film ungherese Just The Wind. Bene pure il premio a Tabu. D’accordo sui Taviani. Abbastanza d’accordo su Petzold e il suo Barbara.
Dissento dissento dissento sul premio alla migliore attrice e quello per la migliore sceneggiatura.
Mi dispiace per il grande sconfitto, il filippino Brillante Mendoza, che con Captive ha dato un film grandissimo, ma troppo disturbante, smisurato, poco accomodante, troppo sghembo e anche irritante. Mi dispiace anche per il film cinese Bai Lu Yuan che qualcosa di più se lo meritava. Anche Les Adiuex à la Reine una segnalazione se la meritava: come period movie è molto meglio di A Royal Affair, che invece ha incamerato due premi.

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