Film-cult stasera sulle tv gratuite: PAROLE PAROLE PAROLE… di Alain Resnais (martedì 28 febbraio 2012)

Parole parole parole, Rai 5, ore 21,15.
Io questo film lo adoro. Come definirlo: incantevole? Sì, un incanto, una delizia apparentemente fatta di nulla che scivola sulla superficie delle cose e dei personaggi e però così limpida, così trasparente da lasciarci vedere tutta la profondità. Un capolavoro dell’Alain Resnais maturo, quello che si lascia alle spalle gli sperimentalismi e le musonerie lontane (e però immense) della gioventù – dico Hiroshima mon amour e L’anno scorso a Marienbad – e sembra dirci, e dirsi, adesso lasciatemi divertire. Questo On connaît la chanson (La conosciamo la canzone), tale il titolo in origine, lo gira a 75 anni, nel 1997, ed è una commedia unica, qualcosa che sta tra il cinema di conversazione e il musical, e che genialmente (merito anche dei due sceneggiatori Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri, quelli di Il gusto degli altri per capirci) usa le più famose canzoni francesi tra anni Cinquanta e Settanta – un periodo aureo per la musica pop d’Occidente – come tessitura e testo vero e proprio di dialoghi e assolo dei vari personaggi. Che sono sei, quattro uomini e due donne, le cui piccole vicende – amori, tradimenti, delusioni, sogni – si intrecciano e dipanano parlando e cantando. Per me, che molte di quelle canzoni conosco bene, una goduria. Popolare e colto, girato con la mano ferma del maestro di cinema che non sbaglia niente. Con i tre attori-feticcio del Resnais maturo, Pierre Arditi, Sabine Azéma e André Dussollier, più Lambert Wilson e il duo di sceneggiatori Bacri-Jaoui anche recitanti. Gran cameo di Jane Birkin che canta Quoi? Canzoni di Edith Piaf, Mireille Mathieu, Bécaud, Aznavour e di molti altri. Compresa Paroles paroles paroles…, la versione di Dalida e Alain Delon della canzone di Mina con Alberto Lupo, cui si è ricorsi per il titolo italiano del film. Film di immenso successo in Francia, strapremiato ovunque. Se non l’avete visto, non perdetevelo.

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