Ricordando LUCIO DALLA attore di cinema: dai Taviani ad Avati e Mimmo Paladino

Lucio Dalla nel film ‘I sovversivi’ dei fratelli Taviani, 1967.

Dalla/Sancho Panza sul set di ‘Quijote’ con l’artista-regista Mimmo Paladino (2006).

Se n’è appena andato, a 69 anni, a Montreux, dov’era in tour. Morte sul lavoro, morte al lavoro. Su Dalla presenza musicale imprescindibile del nostro mondo pop delle canzoni altri diranno e moltissimi scriveranno. Dico solo che dagli anni Sessanta agli Ottanta seppe darci pezzi memorabili, sospesi tra autorialità aristocratica e vocazione alla cultura di massa, con ampie citazione del repertorio del melodramma italiano, e se vogliamo trovare un titolo che lo riassuma io sceglierei 4 marzo 1943 (qualcuno se lo ricorderà, Lucio Dalla, a Sanremo, accompagnato da quel violino: io me lo ricordo, e resta uno dei motivi per non parlare sempre male di Sanremo). Non molti, credo, scriveranno di un altro Dalla più laterale, quello che ha attraversato il nostro cinema dagli anni Sessanta a tempi recenti come attore, anche se raramente da protagonista. La sua filmografia conta oltre venti titoli, dai musicarelli come Questo pazzo, pazzo mondo della canzone (1965) e Europa canta (1966) alle collaborazioni lontane e più vicine con Pupi Avati, cui lo accomunava ovviamente la bolognesità e l’amore-nostalgia per certa musica jazzata tra fini ’50 e primi ’60, anni che li avevano visti anche suonare insieme in una piccola band (“era molto più bravo di me”, ha detto spesso Avati). Con lui Dalla gira nel 1975 il grottesco padano La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, e per lui cura la colonna sonora di Gli amici del Bar Margherita, 2009, e Il cuore giovane delle ragazze (2010). Di Lucio il cinema sfruttò anche quelle sue peculiarità fisiognomiche, quella fisicità da creatura stralunata, buffa, cartoonesca, da Little Rita nel West (Rita era la Pavone, ovvio), 1967, a Questi fantasmi di Renato Castellani da Eduardo (1967), accanto alla coppia Sofia Loren-Vittorio Gassman. Le chicche della sua filmografia però vanno cercate altrove. Ad esempio in Amarsi male, sfrenato mélo del 1969 del grande Fernando Di Leo che nelle intenzioni doveva essere una specie di Traviata attualizzata e fare da sequel a quell’immenso successo di scandalo che era stato Brucia ragazzo brucia. Come secondo titolo metterei Borotalco di Carlo Verdone, 1982, dove Dalla è nella parte di se stesso e rappresenta il sogno di successo della protagonista Eleonora Giorgi. Ma forse il suo apice sta in un lontano film dei fratelli Taviani che quasi nessuno ricorda più, I sovversivi, 1967, fotografia di un gruppo di militanto del Pci in crisi colti nel momento in cui affluiscono a Roma per i funerali del mitico leader Palmiro Togliatti. Un film che prefigura molti successivi, compreso il C’eravamo tanto amati di Scola, dove Dalla è un fotografo fuori rango che già incarna le inquietudini della nuova generazione dei ragazzi anni Sessanta. Attenzione, se vi capita, non perdetevi Quijote, il film che l’artista napoletano Mimmo Paladino ha realizzato nel 2006 ispirandosi assai liberamente a Cervantes, con Peppe Servillo/Don Chisciotte e Lucio Dalla/Sancho Panza. Qualcosa di importante da vedere e ricordare, davvero.
I SOVVERSIVI
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=gR-3Atzkuzo&w=420&h=315]
QUIJOTE
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=3ehfOIPN6Nw&w=420&h=315]
LITTLE RITA NEL WEST
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=K78-xH6YJhw&w=560&h=315]

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