Caro Richard (Gere), perché rinnegare Pretty Woman?

Le vecchie zie lo dicevano sempre, mai sputare nel piatto dove mangi. In un piatto, poi, che ti ha portato milioni e milioni e milioni di dollari, mica lenticchie. Perché forse all’impegnatissimo sul fronte umanitario e assai buddista signor Richard Gere converrà ricordare che quando girò Pretty Woman, correva l’anno 1990, veniva da una sequenza impressionante di flop, e del suo status di superstar di un tempo, il tempo di American Gigolo e Ufficiale e gentiluomo, non era rimasto quasi niente. Che quel film con Julia Roberts lo riportò ai vertici e, si presume, ai compensi stellari sottraendolo al viale del tramonto, quello vero. Invece il sempre fascinosissimo (anni 62) Richard Gere adesso incautamente e pure da ingrato prende le distanze da quel film, quasi se ne vergogna, lo rinnega. Intervistato da Woman’s Day ha testualmente detto di PW: “Una sciocca comedia romantica. La gente me lo chiede ancora, ma io l’ho dimenticata”. Quanto al suo businessman, che non comprava solo vestiti alla escort Julia Roberts ma anche aziende sull’orlo del fallimento per specularci sopra: “Un personaggio che faceva sembrare quegli uomini affascinanti, ed era sbagliato”. Una pietra tombale fatta calare da Gere sul film che l’ha riportato in alto e fatto delirare almeno due generazioni di donne. Non si fa.
(per trovarmi su Twitter: @LuigiLocatelli)

Questa voce è stata pubblicata in attori, film, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.