Film stasera sulle tv gratuite: ZORA LA VAMPIRA dei Manetti Bros. (sabato 21 aprile 2012)

Zora la vampira, Iris, ore 23,04.
I fratelli Marco e Antonio Manetti, in arte Manetti Bros. per fare un po’ di tarda Hollywood sul Tevere, si sono fatti largo negli anni Novanta nella scena diciamo così alternativa romana, quello dei centro sociali, dell’hip hop tiberino e capitolino, girando video musicali come il famosissimo Supercafone di Er Piotta (divani maculati e un giovane Mastandrea piccolo boss). Girando, se è per quello, anche piccoli film presentati in vari e riveriti festival tipo Torino. Cosicchè quando, nel 2000, fanno il salto verso una produzione di buon budget con l’ambizione di uscire dal solito ristretto giro, l’attesa degli addetti ai lavori è grande. Ma questo Zora la vampira, prodotto e anche interpretato in un ruolo collaterale da Carlo Verdone, non sfonda, non piace. Tutto è molto à la Manetti, forse troppo, con cumuli di citazioni cinefile e detriti da varie sottoculture, strizzate d’occhio alla Cultura però nei modi (apparentemente) più sgangherati e trucidi. Dracula, affascinato nella sua Transilvania dalla tv italiana come tanti altri balcanici, si fionda a Roma, ma conoscerà quanto sia dura la vita degli immigrati rumeni. Si inserisce nel giro di un centro sociale e fa la conoscenza di Zora, writer per diletto, insomma una di quei graffitari da strada che, illudendosi di produrre arte, fanno quel che tutti vediamo e subiamo sui muri delle città e i vagoni dei treni (l’altra settimana in metrò qui a Milano mi è capitato di salire un treno talmente imbrattato dal writer di turno che perfino i finestrini erano ricoperti e i poveracci che stavano dentro non vedevano più manco i nomi delle stazioni, e sembrava di essere su un vagone piombato verso un lager, ma è l’arte signora mia, e per il bello bisogna un po’ soffrire. O no?). Zora la vampira, certo, è un omaggio al cinema bis più efferato, ai generi più popolari, al fumettaccio anni Settanta. Eppure qualcosa non ha funzionato, in questo film che il pubblico ha rifiutato imediatamente. Un flop da cui i Manetti Bros. non sono mai riusciti a tirarsi su, e da allora i loro film, pur bene accolti da qualche critico simpatizzante, non hanno mai sfondato davvero. Promesse per ora non mantenute, quelle dei due fratelli. Il meglio di Zora resta Micaela Ramazzotti nella parte del titolo.

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