Film imperdibili stasera sulle tv gratuite: GLI AMORI FOLLI di Alain Resnais (lunedì 30 aprile 2012)

Gli amori folli, Rai Movie, ore 0,25.
La proposta più cinefiliaca di questa serata e notte tv. Del 2009, porta la firma di Alain Resnais, maestro vero del cinema della modernità, nome sacro e nume della Nouvelle Vague, che gira questo Gli amori folli all’età di anni 88, e lo gira con una leggerezza, una voglia di divertirsi e sognare e farci sognare da lasciare sbalorditi (e a questo punto si aspetta con ansia il suo nuovo Vous n’avez encore rien vu, che verrà presentato in concorso tra un paio di settimane al prossimo Festival di Cannes). Io adoro il Resnais della fase matura (se è per questo, adoro anche quello degli anni giovani e sperimentali di Hiroshima mon amour, L’anno scorso a Marienbad e Muriel), il suo Parole parole parole lo ritengo un capo d’opera, e poi: il gioco a incastri del caso e della necessità di Smoking/No Smoking, il girotondo di Cuori. Amo il tocco, la soavità e quasi il distacco sapienzale con cui Resnais abborda le eterne trame dell’amore, dell’innamoramento, dell’attrazione, e mette in scena le schermaglie di uomini e donne in cerca dell’altro e di sè. Marivaudage? Sì, anche se la levità e il nitore e la grazia davvero da secolo dei Lumi lasciano poi intravvedere in controluce la densità, lo spessore, anche qualcosa di fosco. Pure questo Gli amori folli (nell’originale Les herbes folles, intendendo quei ciuffi d’erba che crescono nei posti più impossibili nonostante tutto, tra gli interstizi delle strade lastricate, sui muri) ripropone una giostra in cui i personaggi sono sospinti dal desiderio e dal caso verso chissà quale approdo. A Marguerite, innamorata di un paio di scarpe rosse (Louboutin, mi par di ricordare), rubano la borsa mentre esce dal negozio con il suo tesoro appena acquistato. Il portafogli verrà ritrovato da Georges in un parcheggio. Lui la contatterà al telefono per restiturglielo, lei per un po’ si negherà, lui pur non avendola ancora vista si innamorerà di quella voce. Una follia, come quei ciuffi d’erba incongrui, che destabilizzerà la vita di entrambi. Ecco, tutto sarebbe incantevole se non fosse che stavolta si assiste con parecchio imbarazzo alle schermaglie dei due protagonisti, due attori-feticcio di Resnais, Sabine Azéme e André Dussollier. I quali ormai sono troppo fuori età per recitare ancora credibilmente la commedia dell’amore e dell’attrazione, e i capelli rosso fuoco di Sabine sono troppo vistosamente tinti (rosso menopausa, lo si chiamava crudelmente un tempo) perché non si provi da spettatori una stretta al cuore nel vederla civettare con un Dussollier peraltro più vicino ai 70 che ai 60. Così, anche se Gli amori folli ha fatto gridare al miracolo in Francia, Italia e Stati Uniti perfino i critici delle nuove generazioni, io non mi metto tra i suoi devoti. Je suis désolé, Monsieur Resnais.
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