Festival di CANNES, cronachette del giorno prima (martedì 15 maggio 2012)

lavoratori al lavoro

Gli eroi del giorno. Lavori in corso qui al Palais du Festival. Il tappeto rosso non è ancora steso e almeno per oggi le star sono le centinaia, migliaia di addetti ignoti che caricano, scaricano, montano, spostano, sistemano, lucidano, inchiodano, assemblano infaticabili gli stand, i pavillions, le tende, le strutture dentro e fuori il recinto ufficiale del festival (ora due stanno montando un maxischermo nella sala wifi proprio a due passi da dove son seduto).
Gornalisti e cinesi. All’interno del palazzo, intanto, lo sciame di giornalisti from everywhere si lascia assistere e cullare da efficienti host e hostess, solleciti a intervenire per ogni problema di accredito, connessione e quant’altro (lode all’ufficio stampa, sono tutti incredibilmente gentili).

Come ormai da qualche festival in qua, sono rampantissimi i giornalisti cinesi, tanti, sempre di più, giovanissimi, aggressivi e con l’aria di avere il futuro dalla loro parte, con accrediti di fascia alta – ma lavoreranno tutti per tv e giornali da centinaia di milioni di ascoltatori o lettori per meritarsi un simile privilegio?
La catena alimentare degli accrediti. Il colore del tuo badge dice subito al mondo che tipo di accredito-stampa hai, e a quale gradino stai nella scala alimentare. Cannes come ogni festival e più di ogni festival, è diviso e divide il popolo dei giornalisti in caste secondo un ranking rigidissimo. C’è chi sta in alto (perché rappresenta i media più importanti) e ha subito accesso alle proiezioni, e chi sta in basso, e deve aspettare che i privilegiati

Troisième Etage, esterno. Sullo sfondo la Salle Soixantième.

poggino il loro lato b sulla poltrona per vedere se poi restano posti liberi ed eventualmente entrare, sennò deve arrangiarsi con successive proiezioni di recupero. Dunque la gerarchi è questa:
a) l’aristocrazia bianca. Cioè quelli con il badge bianco. Io oggi non ne ho visti, devono essere rari, più rari della tigre dello stesso non-colore.
b) il popolo rosa. Quelli con il badge pink-pastigliato. Molti, tra cui i cinesi di cui sopra, ce l’hanno.
c) gli uomini (e le donne) blu. Quelli con il blue badge, tra loro moltissimi italiani. Abbastanza importanti, ma non così importanti come si credono.
d) Il popolo dell’abisso (per dirla alla Jack London). Quelli con il badge giallo, il più sgrauso, il più sfigato (è un caso che gialla fosse anche la stella di David che gli ebrei erano costretti a mettersi addosso sotto il nazismo?). Il popolo giallo deve presentarsi molto prima all’ingresso delle proiezioni, specie le più importanti, sperare che qualche aristocratico bianco si annoi o non abbia voglia di svegliarsi (le prime proiezioni sono alle 8,30, mica cazzi, qui non si scherza) e lasci qualche poltrona vuota. Se poi ce la fa a entrare, deve chinare la testa, magari genuflettrsi e dire grazie grazie grazie.

Giornalisti in sala wifi al Palais

E il pubblico? Fuori. Qui il pubblico, il pubblico normale, non ha speranze. Le proiezioni dei film in concorso sono solo per accreditati, giornalisti o addetti ai lavori del cinema. La gente chiamiamola così comune non ha nessuna possibilità di vederseli. Non è così ad altri festival importanti come quelli di Venezia, Berlino e Locarno, dove il pubblico è ammesso eccome, anche se magari non alle stesse proiezioni per la stampa.

Questa voce è stata pubblicata in festival, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Festival di CANNES, cronachette del giorno prima (martedì 15 maggio 2012)

  1. Pingback: Festival di Cannes 2012: liste film, pronostici e qualche recensione. | POTATO PIE BAD BUSINESS

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.