Cannes/ Quinzaine des Réalisateurs: THE WE AND THE I di Michel Gondry è il peggio visto in questi giorni

The We and the I, regia di Michel Gondry. Voto: 2. Presentato alla Quinzaine des Réalisateurs.
Ho sempre sospettato che Michel Gondry, quello di Se mi lasci ti cancello, fosse alquanto sopravvalutato. Questo suo orribile The We and the I che ha inaugurato con gran pompa la Quinzaine des Réalisateurs è al di sotto di ogni più pessimistica previsione. È scoppiata la bolla Gondry, era ora. Fughe dalla sala, che man mano sono diventate un esodo, un referendum popolare con clamorosa vittoria del no. The We and the I (Il noi e l’io, titolo pretenzioso che grida vendetta) è irraccontabile, trattandosi di un non-film, una non-storia, ma proviamoci. Nell’un tempo mitologico sobborgo nuovayorkese del Bronx una scolaresca di teenager assai mescolata per tipi fisici e di carattere si infila in un autobus che non si capisce bene dove stia andando. Tutti parlano e straparlano di cose da gggiovani americani di oggi con linguaggio assai settoriale e gergale da gggiovani americani metropolitani di oggi perché siamo in un film gggiovane. Nessuno che dica qualcosa di minimamente interessante, e non ditemi che sono io che non capisco niente perché non ho l’età. Una chiacchiera estenuante e senza fine di gente agitata di cui non ci importa niente su cose di cui ci importa anche meno. Gondry si spaccia per sperimentalista: ma di che? Oltretutto gira in modo scolastico, e non è una battuta, lasciasse almeno la mdp ad altri e si limitasse a scrivere. Si aspetta stremati che prima o poi succeda qualcosa, che quella chiacchiera collettiva sull’autobus acquisisca un qualche senso e approdi da qualche parte, invece niente. Basta, mai più Gondry.

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