Film stasera sulle tv gratuite: LA MIA CLASSIFICA (lunedì 11 giugno 2012)

1) Non è un paese per vecchi, di Joel e Ethan Coen. Rai 4, ore 1,04.
Il film dei Coen che ha incassato più soldi (escludendo, ovviamnte, l’attuale, enorme e inatteso successo di True Grit, arivato ai 170 milioni di dollari in America). Anche quello che è stato benedetto da una pioggia di Oscar: per il miglior film, la miglior regia, la migliore sceneggiatura non originale. Statuetta, strameritata, anche a Javier Bardem come best supporting actor. Tratto dal romanzo omonimo di Cormac McCarthy, ne conserva tutta l’implacabilità e lo sguardo freddo sulle degenerazioni umane. Texas 1980: un reduce dal Vietnam (che poderosa generatrice di storie è stata quella guerra) riesce a mettere le mani sul malloppo di alcuni narcotrafficanti. Ma questo lo renderà preda di gente che vuole quei soldi, in primis un killer psicopatico che si lancia sulle sue tracce e che a ogni passaggio lascia dietro di sè una pozza di sangue. Che è poi l’invenzione del film che più si è impressa nella memoria collettiva: un Javier Bardem demoniaco e spaventoso (e quel terribile parrucchino in testa) che spappola il cervello delle sue vittime puntandogli sulla fronte un compressore.
2) Romolo e Remo, di Sergio Corbucci. Rai Movie, ore 1,15.
Meraviglioso peplum firmato Sergio Corbucci, anno 1961, sui fratelli-coltelli che fondarono Roma. Storia mitizzata e alterata secondo le regole spettacolari di Cinecittà di quei tempi. Due forzuti nei ruoli del titolo, Gordon Scott e Steve Reeves. Virna Lisi, bellissima ovviamente, è la presenza femminile. Stracultistica apparizione di Ornella Vanoni! Non lo si può proprio perdere. Tra gli sceneggiatori Ennio De Concini e pefino Sergio Leone, e scusate se è poco.
3) Il mio nome è nessuno, di Tonino Valerii. Retequattro, ore 21,10.
Leggendario spaghetti-western già nella fase estrema del genere (anno 1973). Leggendario e controverso. Lo (co)scrisse Sergio Leone, che secondo alcuni ne curò anche la regia in coppia con Tonino Valerii. Ma Valerii ha sempre rivendicato a sè responsabilità e meriti di questo film che si situa tra i nostri western alti, e ormai diventato classico. Un giovane sbandato (Terence Hill) incontra il pistolero che è sempre stato il suo idolo (Henry Fonda), ne diventerà il devoto braccio destro in una sfida mortale e l’erede. Crepuscolare eppure cruento e spietato, come si conviene ai migliori spaghetti-western. Pieno di omaggi e anche oltraggi (l’ambiguità è una delle cifre del film) verso il cinema di frontiera americano, feticizzato nella presenza di Henry Fonda, come peraltro già in C’era una volta il West. L’incontro tra i due diventa un sodalizio, un passaggio di testimone generazionale, un rapporto padre-figlio. E Terence Hill è, neanche troppo metaforicamente, il rampante western italiano che eredita la grande tradizione di quello Usa incarnato da Fonda. Film importante e a più strati di lettura. Un metawestern assai consapevole e sofisticato
4) The Game – Nessuna regola, di David Fincher. Iris, ore 21,10.
Il bello del cinema in tv (che è tanto, anche troppo, vista la quantità di canali sul digitale terrestre, per non parlare della pay-tv) è che puoi ritrovare film dimenticati, o rimossi, o maltrattati dai critici, film buttati ai margini epperò magari interessanti e meritevoli di un recupero. Tanto, te li puoi guardare per un quarto d’ora e se non ti piacciono cambi canale. A una simile operazione di checking ed esplorazione si presta magnificamente, direi paradigmaticamente, questo The Game, anno 1997. I recensori lo distrussero, però attenzione, alla regia c’è David Fincher, autore di rispetto di film come Seven, Zodiac e di The Social Network, uno dei titoli migliori che ci siano arrivati dall’America negli ultimi anni. Gli attori poi sono Michael Douglas e Sean Penn, e anche questo. Allora, proviamo con la riabilitazione. L’intreccio si rifà ai giochi di ruolo, che allora, anni Novanta, andavano parecchio e allarmavano molto le buone coscienze perché si diceva scatenassero violenze e istinti belluini. Il film cavalca questa paura e la mette in scena, ne fa spettacolo. Il cinico finanziere Michael Douglas si vede regalare dal fratello Sean Penn la tessera di appartenenza a un club molto speciale che organizza giochi di ruolo. Solo che quello in cui il nostro viene coinvolto si rivelerà una partita dove ci si gioca la vita, e per cavarsela sarà necessario ricorrere ad astuzia e coraggio. Cerebrale, concettuale, freddo, programmatico. The Game ha tutti questi difetti, vero, ma David Fincher è il regista giusto per farceli sopportare e condurre in porto con successo l’impresa. Da rivedere.
5) Il socio, di Sydney Pollack. Retequattro, ore 23,50.
Celeberrimo Tom Cruise-movie del 1991, diretto dal molto onoirevoile Sydney Pollack e tratto da uno dei legal thriller da milioni di copie di John Grisham. Cruise è un giovane avvocato che scopre di quali nefandezze son capaci gli studi legali, a partire dal riciclaggio di denaro sporco. Una perfetta macchina da intrattenimento. Nuocciono quella certa sentenziosità e quel moraleggiare che purtroppo in Grisham non mancano mai.
6) Espiazione, di Joe Wright. Canale 5, ore 0,21.
Un buonissimo period-movie, un mélo postmoderno e raffreddato tratto da Ian McEwan, con Keira Knightley e James McAvoy. Una ragazzina rovina la vita, per invidia o per insipienza, alla sorella e al suo amante, accusandolo ingiustamente di stupro. Gli anni che seguiranno saranno per lei nient’altro che l’espiazione di quella colpa lontana. Buono, ma i fan di McEwan si aspettavano qualcosa di più.
7) The Blind Side, di John Lee Hancock (il film che ha procurato l’Oscar a Sandra Bullock). Canale 5, ore 21,11.
Uno di quei film che ti fanno riflettere sulle differenze che ancora resistono, nonostante la globalizzazione, tra i mercati cinematografici dei diversi paesi. Perché questo film negli Stati Uniti è stato un inaspettato e clamoroso successo al box-office, con incassi oltre i 250 milioni di dollari, cosa che raramente capita a una storia di famiglia? Perché in Europa, e in particolare in Italia, invece non se l’è visto nessuno ed è finito nell’home video senza neanche passare quasi dalle sale? Ha pure portato l’Oscar nel 2010 alla sua protagonista Sandra Bullock, ma neanche questo è servito a colmare il gap tra mercato Usa e resto del mondo. La messa in onda di stasera permette almeno di vederlo, questo strano e misterioso oggetto filmico, e di capirci finalmente qualcosa. La storia: una coppia della borghesia bianca, molto centrata sui valori conservatori, contro il parere di tutti e tra molte perplessità proprie si prende in casa in affido un ragazzo di colore. Sarà un confronto complicato, ma il ragazzo riuscirà man mano a integrarsi e a diventare pure un campione di football. Film classicamente ottimista per american dreamers, però non ingenuo, non scemo, anzi debitamente aggiornato alla complessità contemporanea. Un film che ha colpito e convinto l’America profonda, da vedere senza sopraccigli alzati e snobismi ideologici.

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