Dal Festival di KARLOVY VARY: vince un film norvegese, due premi anche a Giordana

La statua che regge il Globo di cristallo davanti al Palazzo del cinema di Karlovy Vary. Il Globo è il massimo premio del festival e il suo simbolo.

L’ultima edizione che si è conclusa il 7 luglio conferma il festival ceko di Karlovy Vary come imprescindibile raccordo e snodo tra cinema dell’Europa occidentale e quello dell’Europa centro-orientale. Il Globo di cristallo, il massimo premio, è andato al norvegese The Almost Man. A Romanzo di una stragedi Marco Tullio Giordana il Premio speciale della giuria.
Testo e foto di Giovanna Dal Magro

Il manifesto di ‘Romanzo di una strage’ di Marco Tullio Giordana, al quale è andato Il Premio speciale della giuria.

Ingresso con red carpet del Palazzo del Cinema.

Karlovy Vary, città di acque termali e di Art Nouveau, con un fascino Belle Époque che ha pochi paragoni nel nostro continente. Questa città-meraviglia della Repubblica Ceka è da oltre un secolo crocevia di passaggi illustri, famiglie regnanti, intellettuali, nomi degli affari, tutti qui a “passare le acque”. Ma il suo nome è legato anche a uno dei Festival di cinema più gloriosi, fondato nel 1946 e arrivato quest’anno alla 47esima edizione: più vitale che mai. Con gli oltre suoi 200 film proiettati nelle varie sezioni, il Karlovy Vary International Film Festival n. 47 ha attirato – tra il 29 giugno e il 7 luglio, giorno di chiusura e premiazione – folle di cinefili e addetti ai lavori, ribadendo la propria vocazione a farsi snodo per i mercati cinematografici del Centro ed Est Europa. Dalla sua ha anche la storia. Ai tempi del socialismo reale, con la Cecoslovacchia nell’orbita sovietica, riuscì in molte occasione a farsi comunque punto d’incontro, dialogo e scambio  tra Est e Ovest, a essere un’occasione per i cineasti dell’Europa comunista di esprimersi fuori dai canali ufficiali e farsi conoscere nel mondo. Poi, con le epocali trasformazionei dell’89, entrò per qualche anno nel cono d’ombra, fino a quando nel 1994 il tandem composto dall’attore Jiří Bartoška (presidente) e dalla critica Eva Zaoralová (direttore artistico) lo prese in mano e lo rilanciò. Oggi è uno dei festival europei e mondiali in decisa ascesa, e l’interesse riservatogli dalla stampa internazionale lo dimostra, basti vedere lo speciale che gli ha appena dedicato l’autorevole e seguitissimo sito americano IndieWire.
Molte le sezioni in cui si è articolato il KVIFF 47, anche se la più importante è stata naturalmente quella del Concorso con i suoi 12 film presentati in prima mondiale o europea, tra i quali il nostro Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana su Piazza Fontana (il titolo internazionale è Piazza Fontana: An Italian Conspiracy). La giuria, presieduta dal direttore del New York Film Festival Rchard Peña, ha deciso di assegnare il Globo di cristallo, il massimo premio, al norvegese The Almost Man di Martin Lund, tragicommedia su un trentenne che si ostina a rimanere ragazzo. Al suo interprete Henrik Rafaelsen è andato anche il premio come miglior attore. Molto bene l’Italia: Romanzo di una strage si è portato a casa il Premio speciale della giuria, il secondo per importanza, vincendo anche uno dei premi non ufficiali, quello assegnato dal circuito Europa Cinemas. Il riconoscimento come Miglior regista è andato invece al canadese Rafaël Ouellet per il suo molto applaudito Camion.

Si parla di cinema.

Il direttore artistico Eva Zaoralová non ha certo trascurato il nostro cinema. Al Festival di Berlino era rimasta impressionata dall’ovazione con cui pubblico e stampa avevano accolto il vincitore Cesare deve morire dei fratelli Taviani, così ha deciso di portarlo a Karlovy Vary nella sezione ‘Horizons’, quella dedicata ai titoli più importanti della stagione. Sezione in cui sono stati presentati anche Diaz di Daniele Vicari sui noti fatti di Genova (più che mai d’attualità dopo la conferma pochi giorni fa da parte della Cassazione della condanna di alcuni esponenti della polizia), Reality di Matteo Garrone, che a Cannes ha vinto il Gran premio della giuria, e Terraferma di Emanuele Crialese. Tra gli eventi speciali, la proiezione di un classico come La strada di Federico Fellini. Da tempo del resto Karlovy Vary vuol bene all’Italia. Nel 2003 La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek trionfò con ben tre premi, il Globo di cristallo, quello per la miglior regia e quello a Giovanna Mezzogiorno come migliore attrice.

Di fianco a La Colonnade, il manifesto di ‘Polski Film’, uno dei 12 film in concorso.

Lavori in corso: si sistema una delle statue che reggono il Globo di cristallo.

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