2016 OBAMA’S AMERICA: il film anti-Obama fa il botto al box office

2016 Obama’s America, scritto e diretto da Dinesh D’Souza e John Sullivan. Con Dinesh D’Souza. Prodotto da Gerald R. Molen. Uscito per ora solo in un cinema di Houston, ma il 27 luglio e il 3 agosto verrà distribuito in 127 sale americane.
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Il politologo-polemista Dinesh D’Souza, regista, autore e volto-guida di ‘2016 Obama’s America’

L’intervista al fratello kenyota di Obama, George.

La campagna elettorale per le prossime presidenziali americane è incominciata anche al cinema, e si fa subito dura. Venerdì scorso è uscito in un multiplex di Houston, Texas, un film violentemente anti-Obama che rischia di diventare velocemente un caso. Firma, dirige e interpreta 2016 Obama’s America (2016 L’America di Obama) Dinesh D’Souza, politologo di origine indiana schierato su posizioni fortemente conservatrici già membro dello staff di consulenti di Reagan, giornalista e polemista assai ascoltato. Soprattutto autore nel 2010 del bestseller The Roots of Obama’s Rage (Le radici della rabbia di Obama) in cui metteva sotto la lente, e sotto accusa, quella che lui chiama la rabbia anti-colonialista, dunque anti-americana, dell’attuale presidente. Il film è la messa in immagini del libro e ne ripropone fedelmente la tesi: Obama è completamente diverso da ogni precedente democratico americano. Resta fortemente influenzato, nonostante la sua educazione, dagli ideali socialisti, terzomondisti e anticolonialisti del padre kenyota e la sua presidenza è tesa, anche se non dichiaratamente, a ridimensionare l’egemonia americana. 2016 Obama’s America lancia l’allarme: se non lo fermiamo, ecco come saranno l’America e il mondo alla fine del suo secondo mandato. Insomma, Obama sarebbe la talpa che, scavando e scavando, potrebbe far crollare il primato globale – economico, politico – degli Usa. Dinesh D’Souza fa il mattatore, nel film vediamo lui (più spezzoni di discorsi di Obama) in giro per quattro continenti a caccia di interviste e testimonianze che puntellino il suo messaggio. Anche se poi siti e stampa Usa hanno finito col parlare soprattutto della sua intervista, la prima filmata, al fratellastro kenyota di Barack Obama, George. D’Souza fa di tutto per spingerlo a parlar male del fratello americano, senza grandi risultati. Lo presenta come un poveraccio che vive “in un ambiente simile a quello di Slumdog Millionaire“. Ma George, alla domanda del perché Barack non lo aiuti, sobriamente risponde: “Penso che lui ha la sua famiglia. Anch’io faccio parte della sua famiglia, ma ormai sono adulto (over-age), sono in grado di pensare a me stesso”. Ancora (non senza ironia): “Lui si sta occupando del mondo, dunque si occupa anche di me”.
Fino a pochi giorni fa il film è stato abbastanza snobbato, nessuna recensione è apparsa sui grandi giornali. Anche perché prudentemente è stato fatto uscire solo in una multisala di Houston, nel cuore di uno stato profondamente repubblicano, patria della dinastia Bush. Ma adesso i media incominciano a muoversi. Il tam tam è cominciato domenica sera quando sono arrivati i numeri degli incassi del fine settimana, numeri abbastanza sensazionali (e che nessuno si aspettava). 2016 Obama’s America ha incamerato nel primo weekend di programmazione 31.610 dollari, il che lo ha fatto schizzare al primo posto al box office come media per schermo (non in cifra assoluta, ovvio). Le cronache da Houston raccontano di centinaia di aspiranti spettatori respinti per mancanza di posti e di ovazioni in sala. Un film-samizdat, lanciato al momento con prudenza solo in un’area protetta anti-obamiana come il Texas, che però visti questi risultati iniziali potrebbe diventare un caso clamoroso. Da qui al 3 agosto uscirà in 127 sale in tutta America (ma non a Washington) e se gli incassi dovessero mantenere le premesse del primo weekend ci troveremmo di fronte a un colpo di scena inaspettato della campagna presidenziale, e Obama avrebbe qualche motivo per preoccuparsi.

Dinesh D’Souza a Giacarta

Box-office dello scorso weekend. ‘2016 Obama’s America’ è al primo posto come media di incassi per-scren.

Aggiornamento: domenica 26 agosto 2912. Ho postato il pezzo il 24 luglio scorso, a pochi giorni dalla prima uscita del film anti-Obama. Adesso, più di un mese dopo, 2016 Obama’s America si conferma un successo clamoroso in tutto il paese. Gli ultimissimi dati del sito Mojo Box Office riportano un incasso totale di 9.075.000 dollari, una distribuzione in 1091 sale, una media per screen rimarchevole di 5718 dollari e una posizione altissima, l’ottava, nella classifica del weekend.
Aggiornamento: domenica 16 settembre 2012. Gli incassi danno un totale di 30.080.000 dollari.

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