Venezia, Malick a caccia del triplete (e nel film c’è pure Romina Mondello!)

Ben Affleck e Rachel McAdams in To The Wonder

To The Wonder di Terrence Malick è di sicuro, fra tutti i film in concorso alla imminente Mostra di Venezia (29 agosto – 8 settembre), quello che calamiterà l’attenzione maggiore. Un romantic drama con cast imponente: l’ormai onnipresente Rachel McAdams, Rachel Weisz, Ben Affleck, Javier Bardem, Michael Sheen, la sempre imbronciata Olka Kurylenko. Più, incredibile a dirsi, in un ruolo collaterale Romina Mondello. Ci rendiamo conto? Romina Modello in un film di Malick. I miracoli al cinema non finiscono mai, e torna in mente la memorabile battuta di Manlio Scopigno allenatore qualche era fa del Cagliari dello scudetto a proposito di un suo calciatore, non proprio di primissima fascia, finito a disputare il Mondiale: “Tutto mi sarei aspettato nella vita, ma non di vedere Niccolai in Mondovisione”. Quanto a To The Wonder, poco se ne sa, secondo tradizione malickiana. Pare che gli attori abbiano recitato senza copione, pare che il regista si sia inoltrato nell’esplorazione di una specie di astrattismo cinematografico. Il plot si snoda intorno a una coppia in crisi (Affleck-Kurylenko), ai riflessi sulla loro figlia, alla ricerca di entrambi di vie di fuga e altri amori. C’è un prete che li dovrebbe consigliare (Javier Bardem), c’è una piccola comunità dell’Oklahoma a fare da cornice. L’attesa è alta, ovvio. Dopo quel capolavoro che era The Tree of Life non potrebbe essere diversamente. C’è anche la curiosità di vedere se Malick riuscirà a fare di Ben Affleck finalmente un attore e a far sorridere almeno una volta la cuperrima Kurylenko. Quanto a Romina Mondello, ecco cosa ha detto lei in un’intervista ad Affaritaliani.it: “Malick è una persona straordinaria, un guru, un filosofo. Lavorare con lui è un’esperienza umana, prima ancora che professionale, indimenticabile. Girano su di lui leggende che lo dipingono come scontroso e schivo, nient’affatto è un uomo generoso e disponibile con tutti”. Vedremo. Intanto facciamo i conti in tasca a Malick in fatto di premi festivalieri. L’Orso d’oro a Berlino l’ha vinto nel 1999 con La sottile linea rossa, la Palma d’oro a Cannes nel 2011 con The Tree of Life. Certo, se nella sua bacheca arrivasse anche un Leone d’oro centrebbe un formidabile, mourinhiano triplete mai riuscito a nessuno. Nella storia si entra anche così.

La sottile linea rossa, Orso d’oro al Festival di Berlino 1999.

The Tree of Life, Palma d’oro a Cannes 2011.

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Una risposta a Venezia, Malick a caccia del triplete (e nel film c’è pure Romina Mondello!)

  1. Filippo scrive:

    Mi perdoni, ma il triplete è riuscito a diversi registi: mi vengono in mente Antonioni (che in più ha vinto anche Locarno) e Altman, ma credo ce ne siano anche altri.

    Saluti.

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