KYLIE MINOGUE al Locarno Festival in una scena lesbo (per niente shock)

L’avevamo vista a Cannes in una sequenza, straziante e meravigliosa, di Holy Motors di Leos Carax, regista che sta per essere onorato proprio qui a Locarno con un  premio per la sua (eccentrica) carriera. E chissà se Kylie Minogue, pop singer aussie e un po’ british prestata di tanto in tanto al cinema, verrà qui in riva al lago a far la festa a Carax. Intanto l’abbiamo appena vista stamattina in una breve ma folgorante apparizione in Jack and Diane di Bradley Rust Gray, film del Concorso internazionale dunque in corsa per il Pardo  d’oro massimo, una love story lesbo tra due ragazzine girata secondo modi assai indie-americani, narrazione fratturata, dialoghi ridotti a gorgoglii e borborigmi, montaggio alternato con immagini sanguinolente-splatter, però molto fresco e molto applaudito. Kylie compare quale tenutaria di un tattoo parlor in una (unica) scena d’amore con una delle due protagoniste. Apparizione breve e folgorante, un aiuto concesso da una star potente come lei a un piccolo, acuto film di pochi soldi, di qualche idea non banale e molta sensibilità.

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