Locarno Festival 2012 (recensione). MOBILE HOME: due amici, un van e un possibile Pardo

Mobile Home, regia di François Pirot. Con Arthur Dupont, Guillaume Gouix, Jackie Berroyer, Jean-Paul Bonnaire, Eugénie Anselin, Belgio 2012. Presentato nela sezione Concorso internazionale (in corsa per il Pardo d’oro). Voto 7 e mezzo
Uno dei migliori film del concorso, serio candidato a mio parere al Pardo d’oro o comunque a uno dei riconoscimenti maggiori (solo che mi pare abissalmente distante dai gusti di un presidente di giuria come Apichatpong Weeresathekul: stiamo a vedere, e poi ancora molti film devono scendere in campo). Anche, uno dei tanti prodotti interessanti del cinema belga, ormai una piccola potenza europea per qualità di titoli sfornati e piazzati ai vari festival e sul mercato. Cinema mai mainstream, quello del breliano paese piatto, sempre percorso da una follia anarcoide e survoltata anche nelle sue commedie, cinema comunque estremo e fuori dai ranghi, soprattutto nelle sue varianti più socio-psico-antropologiche. Penso ai Dardenne, naturalmente, ma anche al tostissimo Bullhead, entrato nell’ultima cinquina per l’Oscar al miglior film straniero, o al quasi insostenibile Our Children di Joaquim Lafosse visto a Cannes a Un certain regard. Rientra in pieno nel paradigma anche questo Mobile Home. In un qualsiasi villaggio della Vallonia il mai soddisfatto e pure parecchio fancazzista Simon molla il lavoro, cerca di riallacciare con la ragazza ma lei stanca del suo andare e venire lo mette alla porta. Così torna da mamma e papà, con i battibecchi e i bisticci del caso (mamma al solito più comprensiva, padre più incazzato con quel figliolo nullafacente). Ritrova l’amico Julien, ragazzo di buon carattere che ha passato gli ultimi mesi a curare il padre, e adesso anche lui indeciso sul cosa fare da grande. L’idea è quella di impiegare i soldi dati a Simon dalla famiglia perché si sistemi per comprarsi un van e via, in giro insieme per il mondo, liberi e selvaggi. Il van viene acquistato, ma subito ci sono problemi tecnici, per cui bisogna trovare altri soldi, e il giro del mondo va rinviato ancora. Lo si parcheggia davanti all’officina, e i due ci vanno a vivere togliendosi almeno lo sfizio di farsi la propria vita e star lontano (si fa per dire) dalle famiglie. Il film prende la piega del buddy-buddy movie, con i due che si vogliono un gran bene però i caratteri sono diversi e la coabitazioni ogni tanto fa scintille. Quella che segue è la storia di un viaggio che s’ha da fare e mai si riesce a fare, con il van che fa solo minimi spostamenti qua e là, a farsi metafora anche troppo trasparente della difficoltà di spiccare davvero il volo e lasciare la cuccia. Ma il van è anche il delirio di onnipotenza etrnamente infantile, il desiderio che non conosce limiti, l’irresponsabile voglia di fuga, l’incapacità di fare i conti con il mondo e la vita. Grazie a Dio però il film non la mena, si limita molto bene a raccontare la sua storia facendoci divertire parecchio e se vuole dirci qualcosa ce lo dice attraverso il racconto, mica predicando e filosofeggiando. Mai un attimo di noia. Il teatrino si popola di figure e figurine collaterali tutte perfettamente disegnate e godibili: i genitori di Simon, l’adorabile papà di Julien, le ragazze che ruotano intorno al piacionissimo e ruffiano Simon, il belloccio dei due. Per tirar su i soldi che servono a riparare il van finiscono a lavorare in un vivaio di abeti, li pagano a cottimo, più ne strappano dal terreno più si guadagna, e vedere il sempre stanco Simon strappare radici è uno spettacolo che da solo vale il biglietto. Il van partirà, anche se non si sa dove andrà, ma qualcuno resterà e rinuncerà al sogno. Sceneggiatura come Dio comanda, senza un buco, attori che non danno mai l’impressione di recitare, più un mucchio di annotazioni intelligenti e acuminate sul lavoro, la famiglia, i soldi, gli amori.

Questa voce è stata pubblicata in festival, film, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Locarno Festival 2012 (recensione). MOBILE HOME: due amici, un van e un possibile Pardo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.