Locarno Festival. Un Gianni Morandi cinico e carogna nel film ‘Padroni di casa’: “Ho rovesciato il mio personaggio”

Conferenza stampa a Locarno dopo il press screening di ‘I padroni di casa’. Seduti al tavolo, da sinistra: Cesare Cremonini, Gianni Morandi, Valeria Bruni Tedeschi, il regista Edoardo Gabbriellini, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Francesca Rabbi.

Conferenza stampa assai affollata qui a Locarno dopo la proiezione dell’unico film italiano in Concorso, Padroni di casa di Edoardo Gabbriellini, una sorpresa che francamente non ci si aspettava così buona, uno dei migliori film di un festival zeppo finora nelle sue sezioni competive di delusioni. Dunque clima partecipe e applausi sinceri per il cast presente in sala al completo, i due protagonisti Elio Germano e Valerio Mastandrea, un Gianni Morandi ritornante al cinema, Valeria Bruni Tedeschi e l’esordiente Francesca Rabbi. Più il regista Edoardo Gabbriellini, più conosciuto finora come attore (era il cuoco di Io sono l’amore di Guadagnino, presente anche lui in quanto produttore di Padroni di casa). Al tavolo pure Cesare Cremonini, autore delle due canzoni cantate da Morandi nel concerto che segna il ritorno del suo personaggio, Fausto Mieli, dopo dieci anni di ritiro causa infermità da ictus della moglie (Valeria Bruni Tedeschi). Nel film Morandi tira fuori un lato oscuro, cinico e manipolatore che rovescia clamorosamente la sua consolidata immagine pop buonista, di eterno bravo ragazzo adorata da nonne, mamme e figlie: “Proprio per questo ho accettato di fare il film, perché Fausto è diverso da come sono io, e spero di averlo interpretato in modo convicente”. Sì, convincente lo è, eccome, soprattutto nella tremenda scena in cui molla la moglie sul pavimento in preda a convulsioni. Padroni di casa parte come una commedia, con il duo Germano-Mastandrea cazzeggione e battutaro, poi svolta in durissimo noir. “Non potevo rifiutare questo film”, ironizza Mastandrea, che all’inizio se ne sta schiscio poi si riscalda, “visto che con Gabbriellini ci conosciamo da una vita. Poi è bello lavorare con gente che ha la tua stessa idea di cinema”. Germano filosofeggia e fa un po’ di sociologia parlando di personaggi fragili da cui la violenza può erompere quando meno te l’aspetti. Quanto a Cesare Cremonini: “Da molto tempo volevo scrivere per Morandi, da quella volta che ci incontrammo alla stadio a tifare per la nostra squadra”. “Mi aveva promesso Mondo poi se l’è tenuta lui”, replica il Gianni nazionalpopolare. E Cremonini: “Quando Gabbriellini mi ha chiamato per chiedermi due canzoni per il film ancora non sapevo che Morandi sarebbe stato l’interprete, poi lui è entrato nel cast, così il nostro incontro finalmente si è realizzato. La seconda canzone, Amor mio, l’ho scritta pensando a mio padre che ha 85 anni, parla del distacco, ed è perfetta nel momento in cui nel film viene cantata”. Come mai non avete portato Padroni di casa a Venezia, a Roma o a Torino?, chiedono a Gabbriellini, e per lui risponde il produttore Luca Guadaganino: “Qui sono stato l’anno scorso come giurato. Locarno è uno dei festival più importanti, cui si guarda con grande rispetto. Crediamo molto in questo festival per questo film”. Valeria Bruni Tedeschi inzialmente non voleva accettare il ruolo della moglie semiparalizzata, “mi sembrava il classico ‘numero da attrice’, a me piace invece fare altre cose. Poi sono entrata nel personaggio, ho parlato a lungo con una signora rimasta colpita da un ictus quindici anni fa e ho imparato da lei”. Il finale lo ruba tutto Mastandrea, in gran forma, che introduce l’esordiente (bravina, oltre che caruccia assai) Francesca Rabbi. Applausi per tutti, e non sono di circostanza, non è nemmeno la solita benevolenza nei confronti del film italiano all’estero (in Italia si maltratta il nostro cinema, ma poi nei festival internazionali scatta la sindrome del siamo italiani e dobbiamo difendere il prodotto tricolore). No, applausi sinceri e pure meritati stavolta.
Cliccare qui per leggere la recensione del film

Cremonini, Valeria Bruni Tedeschi, Gianni Morandi

Questa voce è stata pubblicata in festival, film, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.