Locarno Festival 2012. Recensione: l’austriaco DER GLANZ DES TAGES è finora il più applaudito (non da me)

Der Glanz des Tages (The Shine of Day), regia di Tizza Covi e Rainer Frimmel. Con Philipp Hochmair, Walter Saabel. Austria 2012. Presentato nella sezione Concorso internazionale. Voto 5 e mezzo.
L’applauso più lungo che si sia sentito alle proiezioni stampa: prendo atto, ma francamente non capisco. Buon film, accattivante, che azzecca un bel personaggio fuori-rango e lo cortocircuita con un altro a lui opposto o comunque assai lontano, aduso alle luci e al successo del palcoscenico. Il guaio è che non succede un granchè, i due si sfiorano, ma nessuno incide davvero sull’altro, nessun cambiamento radicale avviene, non si innesca una narrazione forte e un’evoluzione, solo minime increspature. Philipp è un attore di Vienna ora ad Amburgo per una rappresentazione del Woyzeck di Buchner. Proprio alla vigilia dell prima, dunque nel momento più delicato, gli capita in casa un signore con la faccia di uno che la vita l’ha vissuta davvero, il quale dice di chiamrsi Walter e di essere il fratello di suo padre. Philipp trasecola, nessuno in famiglia gli ha mai detto di quello zio, il quale continua a snocciolare la sua (vera?) storia: da molto tempo è in rotta con il fratello e inutilmente ha tentato più volte un riavvicinamento. Per trent’anni se n’è stato in Italia a lavorare in un circo come addetto agli orsi, ora è senza occupazione. Il nipote o presunto tale anche se un po’ obtorto collo accetta di ospitarlo. Walter rivela ben presto un certo talento nell’entrare senza sconquassi nelle vite altrui, nel convivere morbidamente e senza frizioni con gli estranei, Philipp si fa dare una mano nella lettura dei copioni, lo usa come sugeritore, insomma tra i due si stabilisce un seppur labile sodalizio. Quando Philipp torna a Vienna non sa dire di no a Walter che si ripresenta alla porta, e che diventerà l’indispensabile babysitter dei due bambini del moldavo della porta accanto, la cui moglie non può rientrare in Austria per problemi di visto. Tutto si dipana abbastanza quietamente fino al finale che è un non finale, e che sembrerebbe rinsaldare il legame tra Water, Philipp e il moldavo Victor. Ora, di film in cui l’ospite inatteso, l’altro, l’estraneo entra in una vita e la sconvolge ne abbiamo visti, a partire da Teorema di Pasolini. Ma qui la coppia registica non ha il coraggio di mettere a punto una vera drammaturgia, rinuncia a ogni possibile costruzione, si astiene dal mostrarci i conflitti e le interrrelazioni che pure sarebbe logico sorgessero e scoccassero tra i due. Che non sono amici, nono sono c0mplici, non sono amanti, forse non sono neppure parenti, e allora? Le note ufficiali di presentazione del film parlano di “ambigua relazione”. Ma quando mai? Qui non c’è nulla che lasci appena appena pensare a un’attrazione sessuale tra i due (nonostante che nel film non ci siano donne), men che meno a una manipolazione-plagio da parte di Walter su Philipp. Insomma, se non è Teorema, non è nemmeno Il servo di Losey. Semplicemente, succede poco in questo film, quasi niente. Rassegniamoci e non cerchiamo quello che non c’è. Qualche parola sulla co-regista Tizza Covi, nata a Bolzano, ma cinematograficamente più austriaca che italiana. Il precedente film girato con Frimmel a Roma, La pivellina, ha fatto il giro di molti festival europei, guadagnandosi stima e premi.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Locarno Festival 2012. Recensione: l’austriaco DER GLANZ DES TAGES è finora il più applaudito (non da me)

  1. Pingback: Il film da vedere stasera in tv: LA PIVELLINA (Non è ancora domani) – sab. 4 apr. 2015, tv in chiaro | Nuovo Cinema Locatelli

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.