In due righe, tutti i 49 FILM che ho visto al FESTIVAL DI LOCARNO

10 agosto 2012, ore 23,30. Non manca molto ormai all’assegnazione dei premi di questo 65esimo Festival di Locarno: l’appuntamento con i Pardi è per l’11 sera, sabato, in Piazza Grande. Intanto un mio personale bilancio. Fino a questo momento ho visto 49 film, concentrandomi su quelli delle sezioni principali: Concorso internazionale (che assegna il Pardo d’oro), Cineasti del presente (anche questa una sezione competitiva) e i film di Piazza Grande. Del concorso ho visto tutti i film, delle altre due sezioni quasi tutti. Eccoli. Non è una classifica, i film sono messi nell’ordine in cui li ho visti.

1) 1848 (Prefestival in Piazza Grande)
Corto ritrovato di Dino Risi sulle Cinque giornate di Milano. Patriottico come ormai non si usa più. Lucia Bosè bellissima all’esordio. Per cinefili.
2) La risaia (Prefestival in Piazza Grande)
Melodramma del ’56 di Matarazzo riproposto sullo schermo kolossal della Piazza, ed è stato un gran bel vedere. Elsa Martinelli bellissima, di una bellezza allora diversa e moderna. Cliccare qui per leggere la recension estesa del film
3) Shouting Secrets (Prefestival in Piazza Grande)
Una famiglia di nativi-americani si ritrova per la malattia della madre. Rimbrotti, bisticci e rinfacci come in ogni riunione di famiglia. Di una regista svizzera. Non granchè. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
4) Winter Go Away! (Cineasti del presente)
Le manifestazioni anti-Putin dello scorso inverno in un documentario di più registi. Affresco della Russia che vorrebbe cambiare. Non così scontato. Una finestra su un mondo che conosciamo poco. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
5) The Sweeney (Piazza Grande)
Gran noir-crime sporco e cattivo su una squadra speciale di polizia che a Londra se le deve vedere con i peggio criminali. Ma chi combatte il male rischia di contaminarsi. Uno dei polizieschi migliori degli ultimi tempi. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
6) Los Mejores Temas (Greatest Hits) (Concorso internazionale)
Nonostante tutto, l’ho amato. Uno dei film più estremi e radicali di questo Locarno. Una madre, un figlio, un padre che ritorna. Ma forse non è così. Tardo-pirandellismi che però lasciano il segno. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
7) Lore (Piazza Grande)
Una ragazzina e i suoi fratelli da soli nella Germania devastata di fine guerra. Se la regista (australiana) avesse guardato Germania anno zero di Rossellini avrebbe imparato qualcosa. Qui siamo alla fiction domenicale, però con pretese stilistiche. Uno dei peggio del festival. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
8) Jack and Diane (Concorso internazionale)
Ragazza incontra ragazza e perde la testa per lei. Non succede quasi niente. Indie-lesbo-movie americano con tutti i vezzi e i vizi del cinema indie. Perdibile. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
9) Compliance (Concorso internazionale)
Un altro dei molti film indie-americani del concorso. Come gente perbene e normale può trasformarsi in volonteroso carnefice, basta dargli l’occasione. Spunto strepitoso, sceneggiatura claudicante e a un certo punto inverosimile. Peccato. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
10) Orléans (Cineasti del presente)
Due lap-dancer, una francese l’altra russa, incontrano la ragazza che sarà Giovanna d’Arco nelle celebrazioni di Orléans. Sacro e profano. Il peccato e la santità. Un doc fictionalizzato, come spesso in questo Locarno. Non travolgente, ma interessante sì. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
11) Peculiar Vacation and Other Ilnesses (Cineasti del presente)
Enigmatico film indonesiano. Ostico, ipnotico, fascinoso. Il viaggio di una ragazza e dell’uomo che si sta innamorando di lei. Intanto, un altro uomo cerca di sopravvivere alla disperazione. Imperfetto, ma tra le cose migliori e più ardite e nuove di CdP. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
12) Image Problem (Concorso internazionale)
Come mettere in piedi una campagna che rilanci l’immagine della Svizzera? Documentario (uno dei molti del festival) di due registi burloni che prendono in giro Svizzera, svizzeri e relativi cliché. Mah. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
13) Ruby Sparks (Piazza Grande)
Era tra i più attesi, questo nuovo film del duo registico di Little Miss Sunshine: ha abbastanza deluso. L’idea dello scrittore che se la deve vedere con un personaggio in carne e ossa del suo romanzo (stavolta è una ragazza) non è proprio una novità. Cliccare qui per legere la recensione estesa del film
14) Magic Mike (Piazza Grande)
Il film sullo spogliarello maschile che sta facendo sfracelli al box office Usa. Sorprendentemente bello, acuto, profondo, un Soderbergh che torna ai temi e al livello di Sesso, bugie e videotape. Grandissimo Matthew McConaughey. Una delle cose migliori del festival. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
15) Une estonienne à Paris (Concorso internazionale)
Badante arriva a Parigi dall’Estonia per occuparsi di una vecchia signora tirannica e bizzosa. Più piatto più della Padania. Però la signora è Jeanne Moreau, anni 83, un mito. Il film lo si sopporta per lei. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
16) Mobile Home (Concorso internazionale)
Belgio, due amici si prendono un van per fare il giro del mondo, ma non sarà così facile partire. Gran bella commedia, divertente, intelligente, benissimo scritta. Spero le diano un premio. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
17) Inori (Cineasti del presente)
Altro documentario (troppi, troppi). Così si vive in un piccolo villaggio del Giappone interno abitato ormai solo da vecchi e abandonato dai giovani. Riti di minima quotidianità, cinema antropologico, antropologia del cinema, Ritmi giapponesi, cioè meditativi e di massima lentezza.
18) Arrajanos (Cineasti del presente)
Sì, un doc(umentario) anche questo, che prova – senza riuscirci – a diventare racconto. In un remoto borgo tra Spagna e Portogallo si parla il galiziano, si cerca di salvare la propria cultura, il tutto tra realismo e fantastico. Insomma.
19) Nachtlärm (Piazza Grande)
A una giovane coppia rubano macchina con dentro il bambino. Caccia notturna ai due involontari rapitori. Thriller svizzero-tedesco che non riesce a togliersi l’effetto Derrick. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
20) Berberian Sound Studio (Concorso internazionale)
Un tecnico del suono inglese viene ingaggiato (siamo negli anni ’70) per un giallo italiano stile Dario Argento. Thriller assai sofisticato che molto promette – lo spunto è bellissimo – e poco mantiene, non andando a parare da nessuna parte. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
21) The End of Time (Concorso internazionale)
Ennesimo doc (è un trend, è una moda) con alte pretese filosofiche. Il regista si chiede cosa sia il tempo e per trovare una risposta gira il mondo riprendendo vulcani, città abbandonate, il Cern di Ginevra, buddisti. Immagini folgoranti, peccato per la filosofia d’accatto, insopportabile. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
22) Les Gouffres (Cineasti del presente)
Uno dei più folli e imbarazzanti visti al festival. Signora francese segue marito speleologo che sulle Ande esplorerà certe cavità misteriose. Allucinazioni della donna, e intanto il marito ritorna dalle buche, però non è più la stessa persona. La signora impazzisce, noi anche.
23) Quelques heures de printemps (Piazza Grande)
Figlio 50enne appena uscito di galera costretto a tornare dalla vecchia madre. Bisticci e rimbrotti. Ma a far discutere gli spettatori è la scelta di lei che, malata terminale, andrà in Svizzera per un suicidio assistito alla Lucio Magri. Il figlio è Vincent Lindon, bravissimo. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
24) Sightseers (Piazza Grande)
Già vista a Cannes questa commedia inglese nera, nerissima su una coppia di serial killer di apparente normalità e assoluta stolidità. A me la black comedy britannica non è mai piaciuta, a partire da La signora Omicidi, questa non fa eccezione. Però i giovani critici qui l’hanno adorato tutti.
25) Padroni di casa (Concorso internazionale)
L’unico film italiano in concorso, ed è stato una buona sorpresa. Parte come commedia cazzeggiona con Mastandrea e Germano, svolta in durissimo noir rural-appenninico. Gianni Morandi rivolta il suo personaggio di eterno bravo ragazzo. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
26) A ultima vez que vi Macau (L’ultima volta che vidi Macao) (Concorso internazionale)
Il mio film preferito, spero che vinca il Pardo d’oro. Melodramma-noir portoghese rarefatto e sperimentale, in una Macao enigmatica e pericolosa. Già un culto, non solo mio. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
27) Not in Tel Aviv (Cineasti del presente)
Uno dei più fuori di testa di questo Locarno. Giovane prof di storia rapisce allieva poi uccide (su richiesta di lei malata) la madre. Poi imbarca un’altra ragazza. Fuga a tre. Qualcosa alla Pierrot Le Fou di Godard ma senza Godard, e 50 anni dopo. Scalcinato, sghembo, ma interessante. Da salvare. Adorato dai ragazzi del festival.
28) Der Glanz des Tages (Concorso internazionale)
Lo danno tra i favoriti, ma a me non è molto piaciuto questo film austriaco sullo strano incontro tra un attore che recita Büchner e uno zio circense mai visto prima. C’è anche il risvolto politico-impegnato pro immigrati che potrebbe dargi un’ulteriore spinta al Pardo d’oro. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
29) Bachelorette (Piazza Grande)
Quasi un clone di Le amiche della sposa. Tre ragazze al matrimonio della migliore amica: la notte prima ne combineranno di ogni. Scurrile come e peggio di una commediaccia goliardica da maschi. Si incomincia con una lezione sul sesso orale di una delle tre. Inferiore alle attese (il film, non la lezione). Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
30) Starlet (Concorso internzionale)
Tra i favoriti al Pardo. Indie-movie molto in stile Sundance sulla imprevedibile amicizia tra una giovane pornoattrice e una signora ultraottantenne. Ma è (anche) un gioco di inganni. Notevole davvero. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
31) Memories look at me (Ji Yi Wang Zhe Who) (Cineasti del presente)
Credo di essere stato tra i pochi ad aver visto questo film cinese di un rigore che De Oliveira al confronto sembra Batman. Una ragazza torna in visita dalla famiglia. Solo camera fissa, a inquadrare i parenti che parlano delle loro cose. Spossante, però il film c’è e la regista anche.
32) Camille redouble (Piazza Grande)
Anche questo viene da Cannes, proiettato qui come omaggio alla sua regista-interprete Noémie Lvovsky, presente in giuria. La quarantenne Camille torna per caso o per magia alla sua adolescenza: riuscirà a evitare  di ripetere gli errori che le hanno rovinato la vita? Sgangherato, buffo. Si lascia guardare.
33) When the Night Falls (Wo HainYou Hua yao Shuo) (Concorso internazionale)
Un altro doc fictionalizzato, stavolta dalla Cina. Una madre racconta del figlio condannato a morte: un bravo ragazzo cinese che, malmenato dalla polizia, si trasforma per vendetta in assassino uccidendo sei agenti. Questa almeno la ricostruzione ufficiale dei fatti. Perché il processo si svolse senza tener in alcun conto i diritti della difesa. La Cina non è l’eden dei diritti umani e questo film ce lo ricorda. Le foto inziali sono vere, poi la madre è interpretata da un’attrice. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
34) Somebody up there likes me (Concorso internazionale)
Strepitosa commedia indie-americana sulla vita di un uomo qualunque tra amori, matrimoni, funerali, sfortune e fortune. Tutto raccontato a ritmo vertiginoso e con battute fulminanti. C’è solo un fastidioso côté surreale di troppo. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
35) Ape (Cineasti del presente)
Tra i non pochi film sbarellati visti qui, questo è il più sbarellato di tutti. Irraccontabile. Un ragazzo vuole fare lo stand-up comedian (sapete, quei battutari tipo Allen agli esordi che stan da soli sul palco), ma è un disastro. A un certo punto spunta il diavolo con la mela. Non ho il coraggio di aggiungere altro.
36) Museum Hours (Concorso internazionale)
Al Museo di Vienna uno dei guardiani incontra signora sola venuta dal Canada. Non sarà amore, anche perché lui è gay, però parleranno molto di arte e altro. Intanto c’è una cugina in coma. I quadri del museo sono strepitosi, la storia meno. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
37) No (Piazza Grande)
Gran film, anche questo proveniente da Cannes. Ricostruzione del referendum dell’88 in cui i cileni furono chiamati a pronunciarsi sul prolungamento o no della presidenza Pinochet. Tutto visto attraverso il geniale creativo che inventò la campagna pubblicitaria per il No. Uno dei vertici di questo Locarno, non ce n’è: un film che riscrive e ribalta tutte le regole del cinema militante. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
38) La fille de nulle part (Concorso internazionale)
Vecchio prof si prende in casa una ragazza sbandata, malmenata da un bruto. Saranno guai. Imbarazzantissimo miscuglione di parapsicologia, psicanalisi freudiana e dell’hitchcockiano La donna che visse due volte. Tremendo. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
39) Leviathan (Piazza Grande)
Documentario sì, ma formidabile. La macchina da presa sale a bordo di un peschereccio nei mari nordici, si insinua tra i pesci, scende negli abissi, riprende gli umani che dei pesci fanno scempio e macello. Visionario, il referto allucinato di un’apocalisse marina. Bellissimo. Da Pardo. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
40) Boa Sorte, Meu Amore (Buona fortuna, amore mio) (Cineasti del presente)
Mélo brasliano che si pretende assai impegnato (lo dimostra l’uso del bianco nero a grande schermo), con un bravo ragazzo che si innamora della solita ragazza portaguai. Con un retrogusto di telenovela Rede Globo che rischia di rovinare tutto.
41) People’s Park (Cineasti del prsente)
Un piano sequenza di 75 minuti, senza uno stacco che è uno, in cui la macchina da presa gira per un parco di una città della Cina profonda a riprendere balli, canti, passeggiate, bevute di tè. Detto così sembra di una noia mortale, invece vi assicuro che lo si guarda con piacere (i due registi sono americani).
42) The Black Balloon (Piazza Grande)
Corto d’autore sulle avventure di un palloncino nero che gira per New York, trova amici e nemici, libera alcuni compagni prigionieri in un furgone. Lezioso, anche se girato nel solito stile Indie-Sundance che fa molto cool.
43) While we were here (Piazza Grande)
Coppia anglo-americana arriva a Napoli e scoppia la crisi. Lei ha un’avventura con un ragazzetto compatriota che però sembra uno scugnizzo locale. Abbastanza tremendo, con un’Italia che è tutta un cliché. Però l’ispirazione, e l’omaggio, a quel capolavoro assoluto che è Viaggio in Italia di Rossellini è così evidente che non sono riuscito ad odiarlo.
44) Playback (Concorso internazionale)
Attore giapponese si trova a rivivere nel passato, proprio come in Camille redouble. Forse è un sogno, forse no. Non si capisce quasi niente, ma se si porta pazienza un bandolo alla fine lo si trova. Ambizioso. Sfrenatamente autorial-narcistico. Però il giovanissimo regista, 26 anni, ha talento. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
45) Polvo (Polvere) (Concorso internazionale)
Arduo, lentissimo, esasperante. Un video maker indaga su un uomo ucciso molti anni prima durante la guerra civile in Guatemala. Ma non è il solito film politico alla Costa Gravras, questo è molto, molto più incasinato. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
46) Les mouvements du bassin (I movimenti del bacino) (Cineasti del presente)
Realizzato da un regista francese di cinema porno, è una delle migliori sorprese di questo Locarno. Con molto sesso, ma porno quasi zero. Due vite opposte destinate a convergere. Nerissimo, tosto, con l’ex calciatore Eric Cantona spaventevole villain. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
47) Tower (Cineasti del presente)
Solita macchina da presa a mano a pedinare le giornate di Deker, antipatico ragazzo di Toronto che fa cose qualunque di cui non ci interessa niente. Mica ci devono piacere per forza tutti i film indipendenti solo perché sono indipendenti.
48) Das Missen Massaker (Il massacro delle Miss) (Piazza Grande)
Sghignazzante horror svizzero ultra camp che rischia di diventare un culto globale (se riescono a esportarlo). Un serial killer uccide le concorrenti di Miss Svizzera copiando i più celebri horror degli ultimi vent’anni. Sgangherato, ma a tratti irresistibile. Cliccare qui per leggere la recensione estesa del film
49) More than Honey (Piazza Grande)
Chiuderà il festival, questo documentario del glorioso regista svizzera Markus Imhoof sul perché le api rischiano l’estinzione. Non amo i film sulla natura, detesto i canali dedicati al tema, ma vi garantisco che questo film mi ha appassionato. La morale? Forse saranno le temibili api killer venute dall’Africa a salvare la loro specie e il pianeta tutto.

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