Locarno Festival 2012. ‘Les mouvements du bassin’ con Eric Cantona, bel film a sorpresa di un pornoregista (recensione)

Les mouvements du bassain (I movimenti del bacino – Hip Moves), regia e sceneggiatura di HPG. Con Rachida Brakni, HPG, Joana Preiss, Eric Cantona, Marie D’Estrées, Jérôme Le Banner. Proiettato nella sezione Cineasti del presente.
Da HPG, uno dei guru del cinema porno francese, arriva un film che porno non è, anche se il sesso non manca. Chi si aspettava lo scandalo è rimasto deluso. Questo è davvero un buon film, interessante, crudissimo e brutale come certi noir estremi. Con due personaggi destinati a collidere, a farsi del male eppure, in qualche modo, a ritrovarsi. A rubare la scena è l’ex calciatore Eric Cantona nella parte del villain. Voto 7
HPG (acronimo di Hervé-Pierre Gustave) non solo è uno dei registi-guru del cinema porno, ma anche un autore che, flirtando con il cinema alto e l’arte, s è trasformato in rispettata figura di un certo culto, soprattutto per il milieu cultural-intellettuale che più ama le sperimentazioni. Questo è il suo secondo lungometraggio al di fuori del porno puro e, annunciato qui a Locarno nella sezione Cineasti del presente, era atteso come un caso, un possibile scandalo, un’effrazione dei codici di rappresentazione del cinema perbene. Tutti si aspettavano molto sesso, un semi porno anche se d’autore, invece sorprendentemente I movimenti del bacino si è rivelato qualcosa di diverso: un buon film per niente porno, anche se le scene di sesso non mancano di sicuro, anzi. Un film parecchio interessante, certo scombinato e sconvolto la sua parte, per niente mainstream. Proprio vero che il buon cinema può venire da dove meno te l’aspetti. HPG, un signore non molto alto e assai largo per via della massa muscolare, una faccia che ricorda vagamante Ivano Marescotti, testa rasata, non solo ha girato il film e scritto la sceneggiatura, ma si è ritagliato pure il ruolo del protagonista, cui conferisce il proprio vero nome: Hervé. (Mi faceva notare ieri Marina, conosciuta proprio qui tra un’abbuffata e l’altra di film, che quella di chiamare i personaggi con i nomi di chi li interpreta è una delle tendenza di Locarno 2012: succede in questo film, succede in L’ultima volta che vidi Macao, in Tower, in Der Glanz des Tages, in Los Mejores Temas, e forse mi sfugge qualche altro titolo). Il film si struttura su due storie, due percorsi che sembrano indipendenti, ma che convergeranno in modo fatale. In un festival dove si sono visti molte opere, soprattutto di giovani autori, che magari sanno girare con grande perizia ma non riescono a mettere in piedi uno straccio di storia decente e seguibile da parte dello spettatore e si limitano a pedinare i loro personaggi, I movimenti del bacino risulta invece molto sagacemente e professionalmente costruito. Onore a HPG, dunque. Hervé è un solitario, un asociale, coltiva ossessivamente il suo corpo, percorre lo spazio a piccoli passi quasi danzati, è ossessionato dalla propria immagine, ma anche dal proprio rango di maschio. Lavora come guardiano di uno zoo di scimmie, ma lo licenziano perché accusato di deprimere le suddette bestie. Trova lavoro in un garage che assomiglia allo spaventevole, oscuro antro di un orco. Difatti l’orco c’è, è il massiccio, terribile proprietario, che chiarisce subito di essere il padrone anche della vita di chi lì lavora. Hervé scoprirà che il boss è anche l’amante e il pappone di una saraghinesca (vedi alla voce 8 e mezzo di Fellini) prostituta che lavora in roulotte proprio sullo spiazzo antistante il garage. Una specie di Divine dalle labbra smisurate e dai seni ancora più enormi, complice e insieme vittima del losco padrone di Hervé. Il quale è interpretato dall’ex calciatore Eric Cantona, uno che ormai, da quando l’ha voluto Ken Loach, si sta facendo largo pure nel cinema. Non bastasse, un po’ di tempo fa ha lanciato pure una campagna populista contro le banche, forse, chissà, nella speranza di capitalizzare la sua fama per una eventuale carriera politica (del resto, questo è il tempo dei leader populisti, lo spazio lo troverebbe). Venuto anche qui a Locarno insieme al regista-attore a presentare il film, Cantona è la vera star, il nome di richiamo di questo Movimenti del bacino (e anche l’unica star di questo festival che abbia smosso davvero i media anglofoni insieme ad Alain Delon). A vederlo sullo schermo, e anche in conferenza, fa abbastanza spavento, con quella faccia da villain ottocentesco, la smisurata corporatura, la barba semimbiancata. Un duro che ti mette i brividi solo a vederlo, e che sullo scherma funziona molto bene, una sorta di gorgo nero che, quando compare, risucchia dentro di sè film e spettatori. Mi sa che lo ritroveremo spesso. Mentre seguiamo i destini di Hervé, piccolo everyman a rischio follia (siamo dalle parti del Travis di Taxi Driver), si sviluppa un altro asse narrativo. Riguarda Marion, giovane, bruna giovane donna che ha un desiderio dominante ormai tendente all’ossessione: rimanere incinta. Il suo ragazzo non vuole, non lascia sperma dentro di lei quando fanno l’amore, lei cerca diseratamente di trattenerlo come può quello sperma, ma è una lotta inutile e già persa. In un club una lesbica la salva da uno stupro, le due si metteranno insieme, la salvatrice di Marion, che lavora in un ospedale, segretamente trafugherà del seme congelato e con quello feconderà la compagna (ovviamente la scena ci viene mostrata con abbondanza di dettagli). Marion resta incinta, ma perderà il bambino, e sarà Hervé l’involontaria causa. Naturalmente non finisce qui e la storia, anzi le due storie, continueranno. Il film mantiene del cinema porno la durezza, la crudezza, la brutalità senza infingimenti, anche se se le scene di sesso sono tuttosommato scarse. Del porno c’è anche la riduzione delle persone al loro corpo, anche al loro dato biologico. A governare personaggi e vite di questo film c’è una sorta di fatalità biologica, qualcosa di animale. Sta qui il vero lato disturbante di I movimenti del bacino, non nel suo erotismo. Tutto è oscuro, lurido, sordido, come contaminato. Aleggia un senso di ineluttabilità. Eppure, in questo film nerissimo, alla fine qualcosa si crea, si ricrea. HPG sa girare, ha uno stile, sa raccontare e ha qualcosa da raccontare. Il tutto adottando modi al limite dello sperimentale: anche lui disarticola la narrazione, enfatizza dettagli e singoli momenti spparentemente fuori contesto. A sorprendere di più è che questo film ruota intorno al sesso procreativo, all’ossessione di Marion di restare incinta, di anteporre questo a qualunque altra cosa. Strano, il sesso finalizzato alla riproduzione diventa la macchina narrativa in un film realizzato da un regista di porno, cioè la celebrazione-visualizzazione-spettacolarizzazione del sesso in sè, del sesso che ha come scopo solo il piacere, il sesso svincolato ed emancipato da ogni fine procreativo. Sono i sotterranei percorsi, i paradossi del cinema, e non solo del cinema.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, festival, film, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Locarno Festival 2012. ‘Les mouvements du bassin’ con Eric Cantona, bel film a sorpresa di un pornoregista (recensione)

  1. Pingback: Film stasera sulle tv gratuite: IL MIO AMICO ERIC di Ken Loach, con Eric Cantona (martedì 8 ottobre 2013) | Nuovo Cinema Locatelli

  2. Pingback: Festival di Locarno: perché andarci (e le 10 esperienze da non farsi mancare) | Nuovo Cinema Locatelli

  3. Pingback: Film stasera sulla tv in chiaro: IL MIO AMICO ERIC di Ken Loach (dom. 9 nov. 2014) | Nuovo Cinema Locatelli

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.