Bei film da scoprire stasera sulle tv gratuite: SIMON KONIANSKI (domenica 19 agosto 2012)

Simon Konianski, Rai Tre, ore 23,40.
C’è sempre qualcosa di sghembo, di non allineato, nei film che ci arrivano dal Belgio. Oltre al lavoro dei fratelli Dardenne primi della classe, quel cinema ha prodotto e continua a porodurre cose tra le più notevoli degli anni recenti. All’ultimo Locarno era belga uno dei film migliori del concorso, Mobile Home (purtroppo rimasto senza premi), a Un certain regard a Cannes quest’anno era sempre belga quell’Our Children/À perdre la raison che ha scosso parecchio. Premessa abbastanza lunga per dire che è meglio non perderselo questo Simon Konianski che il cinema belga ci ha mandato un paio e qualcosa di anni fa, e stasera approdante su Rai Tre. Commedia strana e assai atipica, con qualche sconfinamento nella black comedy, e che qualcosa deve anche alla più pazzerella e surreale tradizione yiddisch. Simon è un trentacinquenne che ha già subito parecchie sconfitte nella vita, compreso l’abbandono della moglie per un mezzo ballerino-istruttore gym brasileiro, e che se la deve vedere con un  figlioletto sveglio che non gli perdona niente. Ebreo laicissimo, di quella diaspora molto lontana da Gerusalemme, è anche assai di sinistra e dunque con pencolamenti filo-arabi e anti-israealiani, tanto per aumentare la dose di paradosso del film. Senza lavoro, senza moglie, è costretto a tornare dal padre, un uomo sopravvissuto alla Shoah che quel figliolo lo vorrebbe vedere accasato e invece macchè. Due mondi che collidono, quelli di Simon e del padre, e potete immaginare la convivenza da strana coppia dei due. Poi papà lascia questa valle di lacrime, e il nostro Simon per assecondare le sue ultime volontà è costretto a intraprendere un lungo viaggio in macchina con bara per raggiungere il lontano shetl bielorusso-ucraino in cui il genitore nacque e in cui ha chiesto di essere sepolto. Si aggregano alla trasferta zio e zia, anch’essa ansiosa di ritrovare i luoghi della gioventù. Sarà un matto viaggio on the road attraverso l’Europa in cui Simon dovrà fare qualche conto con se stesso e le sue radici. Si ride molto e un po’ ci si commuove anche. Quando lo vidi al cinema mi fece una grande impressione davvero. Di Micha Wald, il regista, non si è poi saputo più niente e siamo ancora in attesa che ci dia un altro bel film come questo. Film importante, Simon Konianski, che trapassa e attraversa i pregiudizi, che rivolta molti cliché. Imperdibile.
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