Il fattore umano, La7, ore 3,35.
Reduce dal Festival di Locarno dove si è celebrato Otto Preminger con una imponente retrospettiva, mica mi potevo esimere dal segnalare questo suo Il fattore umano, anche se trsmesso di notte. Tratto nel 1979 da Graham Greene, una di quelle spy stories assai british (e assai Greene) che mettono l’individuo al centro del plot, a costo di sacrificare qualche orpello del congegno narrativo, qualche esteriore colpaccio di scena. Amosfere plumbee, con quelle ombre che ben si addicevano a Otto Preminger, ebreo fuggito da una Mitteleuropa in preda al male, uno degli esiliati a Hollywood provenienti dal cinema (e dal mondo) dell’asse Vienna-Berlino. C’è una talpa nei servizi segreti britannici, passata dalla parte del nemico rosso, il comunismo di Mosca (siamo in piena guerra fredda). Ma è un tradimento avvenuto per riconoscenza nei confronti di un russo, non per avidità e nemmeno per solidarietà politico-ideologica. Come anche in John Le Carré, che di Greene è l’erede e il continuatore, i giochi di potere, le mosse e le contromosse sulla scacchiera sono dettate sempre da qualcosa di umano, troppo umano. Bellissimo titolo. Gran cast all’inglese, ovvio: Richard Attenborough, John Gielgud, Derek Jacobi. Attenzione, c’è anche Iman, bellissima.
Per acquistare su Amazon il libro “Il fattore umano” (in brossura) da cui il film è tratto, cliccare qui.
Per acquistare su Amazon il libro “Il fattore umano” (in formato Kindle) da cui il film è tratto, cliccare qui.
CERCA UN FILM
ISCRIVITI AI POST VIA MAIL
-
-
ARTICOLI RECENTI
- Cinema stasera in tv: SPARTACUS di Stanley Kubrick – giovedì 24 settembre 2026
- Venezia 2026. LOOK BACK di Hirokazu Kore-eda: recensione
- Venezia 2026. LA MIA CLASSIFICA FINALE del concorso
- Venezia 2026. WOMAN UNKNOWN di May el-Toukhy – recensione
- Venezia 2026. POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong – recensione
Iscriviti al blog tramite email