TONY SCOTT e l’invenzione di Tom Cruise superstar

Dell’appena tragicamente scomparso Tony Scott il suo film più celebre, quello con cui ha marchiato le nostre menti e che anche l’ha marchiato inesorabilmente, resta Top Gun. Altri sono secondo me i suoi titoli più belli, e l’ho scritto. Però Top Gun è quello che ha incapsulato il regista inglese negli archivi consegnandolo davvero alla storia del cinema, e a quello che chiamiamo un po’ pigramente l’immaginario collettivo. Film epocale, per più motivi. Realizzato nel 1986, trasforma il suo protagonista Tom Cruise – allora giovane attore promettente tra i tanti – nella superstar destinata a dominare Hollywood per almeno i successivi quindici anni, ogni film un primo posto al box office. Quando Cruise approda sul set di Scott non è uno sconosciuto, ha alle spalle almeno un teen-movie di notevole impatto sulle platee, Risky Business, ma viene anche da un colossale flop, il peretenzioso e ambizioso fantasy Legend diretto dal fratello più amato (dai critici) di Tony, Ridley Scott. La storia di Top Gun è nota. Vi si raccontano ardimenti, amori, sogni e ambizioni di un giovane pilota della scuola che addestra alle massime spericolatezze e acrobazie in volo quella che sarà l’élite dei militari statunitensi dell’aria. Il pilota è Tom Cruise, bello di una bellezza statuariamente perfetta come non succedeva dai tempi della Golden Hollywood, quella dei Gary Cooper per intenderci. Un modello maschile fatto di muscolarità e virilità sfacciatamente esibite e glorificate che è di sempre del cinema, ma che la Hollywood liberal, alternativa e engagée degli anni Settanta e primi Ottanta aveva spazzato via proponendoci i vari Jack Nicholson, Donald Sutherland, Dustin Hoffman. Top Gun, e questo segna già una rottura, non teme di tornare al passato e alla tradizione, e trova in Cuise la faccia e il corpo adatti a quest’opera di consapevole restaurazione. Restaurazione che riguarda anche, se non soprattutto, i contenuti, la materia narrata, i modi della narrazione. Top Gun, inutile girarci intorno, è un’esaltazione dell’eroismo, del soldato che non teme, dei valori arcaici del coraggio e della vittoria. Qualcosa di inaudito solo pochi anni prima, quando negli Usa e soprattutto in Europa a dominare era la cultura opposta intrisa di anti-militarismi e pacifismi, peraltro molto di maniera e di superficie. Se prima una lunga scia di Vietnam movies ci avevano detto e descritto quanto fossero infami la guerra e il combattimento, qui la prospettiva si rovescia (anche se resta un qualcosa di quella stagione nel ricordo nel protagonista del padre morto in Vietnam). Tony Scott non esita a feticizzare, con la sua macchina da presa eroicizzante ed epicizzante, le divise militari e con esse le armi, in particolare i velivoli da guerra su cui si imbarcano i Top Gun. Fusoliere lustre e allungate, ali da falco, abitacoli per uomini-macchina. Gli strumenti dell’attacco e dell’offesa baluginano davanti ai nostri occhi come giocattoli dell’infanzia promossi a totem post moderni. Top Gun segna, con il suo successo clamoroso su tutti i mercati, un’inversione nell’opinione pubbblica globale dei valori di riferimento. Quelli contestativi e ribellistici e antisistema degli anni Sessanta-Settanta lasciano il posto al culto dell’individuo vincente, in campo militare e in quello del business, che diventa semplicemente il proseguimento della guerra con mezzi finanziari ed economici, la nuova arena gladiatoria. Banalizzando, si disse che Top Gun rapresentava l’America reazionaria di Reagan che proprio in quegli anni aveva preso il potere. C’era qualcosa di più e di più profondo, c’era un cambiamento epocale (che ancora continua peraltro). Altri film avevano già recuperato l’eroismo virile (Rambo) e la divisa militare come feticcio (Ufficiale e gentiluomo), ma nessuno lo aveva fatto in forma così pura e paradigmatica come questo di Tony Scott. Tom Cruise ne esce elevato a attore-simbolo di quell’epoca e di quei valori, sarà per sempre da allora il bel ragazzo trionfante e vincente, un ruolo che oggi, a 50 anni, non ha ancora dismesso (vedi il quarto Mission: Impossible). Top Gun fa nascere una superstar e intercetta un mondo in cambiamento. Tanto basta per farne un pezzo di storia del cinema.

Questa voce è stata pubblicata in celebrities, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.