Speriamo che nessuno gridi alla blasfemia. Si sa, ai festival ogni tanto capita quella cosa di sesso e di eccesso. Se l’anno scorso qui a Venezia fu il full frontal di Michael Fassbender in Shame a suscitare un chiacchiericcio infinito, quest’anno la pietra dello scandalo potrebbe essere Paradiso: Fede dell’austriaco Ulrich Seidl, proiettato ieri sera alle 22 in anteprima stampa. Sì, Seidl, lo stesso che lo scorso a Cannes ha portato il tostissimo, assai esplicito Paradiso: Amore sul turismo sessuale femminile, starring una matura e obesa signora austriaca amante di ragazzi kenyoti con la metà dei suoi anni. Questo Paradiso: Fede è il secondo episodio di una trilogia tutta femminile, e visto l’argomento stavolta ci si aspettava il massimo della castità e castigatezza. Invece no. Il furore religioso della protagonista Anna Maria, anche lei austriaca, anche lei cinquantenne, è tale da sconfinare in accensioni morbose e vere e proprie estasi erotiche, ed è in uno di questi momenti che afferra un robusto crocefisso, lo bacia e ribacia, finchè se lo stende addosso e poi se lo appoggia giù, sempre più giù, sospirando. La scena è nascosta dal lenzuolo, ma i gemiti non lasciano dubbi. Adesso stiamo a vedere se scoppierà il solito caso o se tutto verrà sepolta nell’indifferenza.
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Pingback: Festival di Venezia 2012. Recensione: PARADIES: GLAUBE (Paradiso: fede) l’austriaco Seidl sciocca anche Venezia (dopo Cannes) | NUOVO CINEMA LOCATELLI