Film imperdibili stasera sulle tv gratuite: CASINO ROYALE, James Bond secondo Daniel Craig (giovedì 27 settembre 2012)

Casino Royale, Rai Tre, ore 21,05.

Il villain Le Chiffre, interpretato dal grande Mads Mikkelsen (in ottobre lo vedremo al cinema in The Hunt, per il quale ha aviuto all’ultimo Cannes il premio come migliore attore)

Sì, questo nuovo Bond è molto meglio del vecchio. Sarò blasfemo: Casino Royale è il miglior 007-movie di sempre insieme a Dalla Russia con amore. Sarò ancora più blasfemo: Daniel Craig è molto più credibile e in parte di Sean Connery (per non parlare degli altri Bond, alcuni dei quali disgraziatissimi) ed Eva Green è, semplicemente, la Bond Girl assoluta. Il vecchio 007 non l’ho mai sopportato, con quel dandysmo volgare fatto di Aston Martin e Dom Perignon, con quelle assurde macchinerie tecnologiche infantiloidi (auto che volano, armi che sembrano giocattoli e giocattoli che diventano armi), con quell’humor vetero-british da Noel Coward irrancidito. Va riconosciuto che Barbara Broccoli, l’erede del fondatore della saga e attuale titolare dei diritti, ha avuto un gran coraggio nel buttare tutto e rifondare la serie. Casino Royale è un reboot (ricominciamento, ripartenza), non un sequel o un remake. Un’operazione da manuale, una case history da studiare nelle scuole di cinema e di management. Via il ciarpame del vecchio 007, avanti con l’azione, la muscolarità, il ritmo vertiginoso, il mistero, la doppiezza, l’intrigo, gli sconfinamenti tra bene e male, l’umanizzazione dell’eroe. Che non fa più battute sceme ma agisce e cerca di salvare la pelle, come si addice alla crudele contemporaneità. Certo questo Bond 2.0 molto deve alla saga di Bourne, da cui riprende il senso oscuro di minaccia che incombe, l’opacità di chi sta in alto e tesse trame incomprensibili, la rete degli inganni che avvolge tutto e tutti. Di Bourne è anche il dilatarsi dell’azione a ogni angolo del mondo, in una frenesia globalizzata che passa (in Casino Royale) da Miami alla Toscana ai Balcani. La parte finale, con il treno che corre verso la bisca in Montenegro e poi la sfida a poker, è semplicemente magnifica, e per fortuna poco deve al mediocre Ian Fleming e molto invece al ben più grande Eric Ambler. Indimenticabile anche il cattivo di Mads Mikkelsen, grandissimo attore (da vedere in Valhalla Rising di Refn e tra poco in The Hunt, in un’interpretazione che gli è valsa il premio come miglior attore all’ultimo Cannes), che sa conferire al suo gangster-giocatore brutalità e insieme malinconia. Ma la scena che si impianta nella mente e non se ne va più via è quella di Daniel Craig che emerge in costume dalle acque, fissandosi come Bond definitivo, in un perfetto rovesciamento di genere dell’analoga scena della leggendaria Ursula Andress in Licenza di uccidere, il che dà la misura di cosa sia cambiato da allora. Cioè tutto. Peccato solo che Quantum of Solace, il successivo Bond reloaded, non sia all’altezza di questo primo.
Intanto, è cominciato il conto alla rovescia per il terzo film con Bond/Craig, Skyfall. Dopo rinvii nella produzione causa crisi finanziaria della MGM, finalmente è pronto. L’uscita italiana è prevista per il 31 ottobre prossimo. Attesa alta. La regia difati è addirittura di Sam Mendes, il villain è il grandissimo Javier Bardem. Non vediamo l’ora.

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