Film-flop stasera sulle tv gratuite: BAMBOLA di Bigas Luna (mercoledì 10 ottobre 2012)

Bambola, Iris, ore ore 1,49 .
I cultori del kitsch e del camp in cinema non se lo possono perdere, questo terribile, storico, epocale flop va visto, almeno una volta nella vita, almeno qualche sequenza. Ormai collocato nel girone infernale dei grandi insuccessi e bidoni, di quelli che rovinano una carriera. Difatti, doveva essere il lancio di Valeria Marini al cinema, e pure nel cinema d’autore, invece alla sua presentazione a Venezia (AD 1996) suscitò sghignazzi e sollazzi come poche volte era successo da quelle parti. Pensare che alla macchina da presa c’era il catalano Bigas Luna, considerato un esponente di peso di quel cinema iberico a cavallo tra trasgressioni sessuali e un qualche engagement sociale che aveva in Almodovar il suo nome di punta. Storiaccia in quel di Comacchio, dove Bambola (Marini, of course) e il fratello gay (lo interpreta Stefano Dionisi) gestiscono una bettola tra le acque stagnanti del Delta. Fauna maschile intorno alla curvacea ragazza. Amore, gelosia e vendetta. Scene che vorrebbero essere torride e sono spesso solo imbarazzanti. Valeria Marini è negata per il cinema, così statuaria, immobile, inespressiva. Fu subito famosa, e lo è ancora, la sequenza delle anguille che morbosamente scivolano tra cosce di Bambola. Di culto pure una disfatta Anita Ekberg nei panni della madre. In my opinion, di questo film qualcosa si potrebbe salvare (la visione pansessuale di Bigas Luna riesce qua e là a produrre o almeno suggerire qualcosa di vagamente interessante, di perturbante), purtroppo Marini rende vano ogni possibile riscatto.

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