Film imperdibili stasera sulle tv gratuite: IL RIFUGIO di François Ozon (mercoledì 17 ottobre 2012)

Il rifugio, Rai Movie, ore 1,30.
François Ozon è a parer mio uno dei migliori cineasti della sua generazione, quella dei 40 anni  e qualcosa, solo che chissà perché da noi viene consideratò sempre un minore, un eterno promettente ragazzo. Si stenta a metterlo nella schiera dei molto bravi, quelli che bisogna assolutamente seguire, forse si diffida delle sue messinscene sempre così stylish e iperconsapevoli e citazioniste, lo si accusa di formalismo e manierismo narciso, e dalle nostre parti sono colpe ritenute imperdonabili. Pensare che ci ha dato cose come 8 donne e um mistero, Swimming Pool e Potiche, film di eccellenza, e allora quali altre conferme gli si chiedono? Si sperava che a Venezia arrivasse il suo ultimo Dans la maison, ma niente, e invece dalla Francia sono stati ammessi in concorso prodotti non proprio esaltanti come il mediocre Superstar di Giannoli. Dans la maison è finito subito a Toronto vincendo il premio internazionale della critica, e al festival spagnolo di San Sebastian, dove ha incamerato il massimo premio. Occasione persa per i nostri festival. Allora, meglio dare un’occhiata, pur se l’ora è tarda (ma si può ricorrere al videorecorder e altro), a questo Il rifugio del 2009, sua terz’ultima opera in ordine di tempo. Qui Ozon percorre deciso la strada del non-glamour, niente camp e fiammeggianti décor, invece una storia disadorna quasi neo-neorealista alla Dardenne o Ken Loach, anche se poi la devia inequivocabilmente verso il proprio mondo, la propria visione del mondo e del cinema. Mousse e Paul sono due eroinomani. Quando lui muore per overdose lei scopre di essere incinta e, nonostante le pressioni della famiglia, decide di tenersi il bambino (come ormai sempre succede nei film, non c’è più nessuna che abortisca, oggi la maternità a qualunque costo è un valore che viene prima di tutto). Lascia Parigi e se ne va in un villaggio di mare dove la raggiungerà il fratello gay del defunto, ed è qui che rintracciamo in pieno il segno Ozon. Vite derelitte raccontate senza moralismi e neppure pietismi. Bel film, da non perdere. Lei è Isabelle Carré, oggi tra le attrici emergentissime del cinema francese, e davvero incinta quando girò il film. Lui, il fidanzato che defunge, è Melvil Poupaud, attore chicchissimo di film sempre molto autoriali come Laurence Anyway proiettato a Cannes e Linhas de Wellington visto a Venezia.

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