Film stasera sulle tv gratuite: IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE con Jack Nicholson (mercoledì 24 ottobre 2012)

Il postino suona sempre due volte, regia di Bob Rafelson. Iris, ore 21,04.
Allora, anno 1981, non mi piacque per niente questa ennesima cine-trasposizione del leggendario romanzo nero di James Cain. Molto meglio erano state le due precedenti versioni, prima Ossessione di Visconti con la memorabile coppia Clara Calamai-Massimo Girotti, poi quella hollywoodiana di Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield, il più autenticamente, fisicamente proletario di tutti di divi hollywoodiani. Qualcosa, anzi parecchio, non funzionò in questo film di Bob Rafelson, regista molto anni Sessanta-Settanta, molto cinema americano alternativo, quello per intenderci di Cinque pezzi facili e Il re dei giardini di Marvin. L’impianto narrativo resta potente: una storia archetipica ed eterna, con la dark lady che irretisce un giovane uomo, se lo fa amante, lo convince a uccidere il marito. E qui trasposta nell’America working class, in una stazione di servizio-ristoro a casa di Dio ad uso di rudi camionisti. Cora è la moglie del padrone, più vecchio di lei e di cui lei è ormai insofferente, serve alla tavola calda, finché un giorno non approda lì un vagabondo. Non le ci vuol niente a portarselo a letto e spingerlo a uccidere il consorte. A non funzionare è soprattutto Jack Nicholson nella parte del ragazzotto manipolato dalla dark lady, non ne ha la fisicità necessaria, non ne ha più nemmeno l’età, visto che ha ormai superato i quarant’anni. Rafelson, che di Nicholson era stato amico-complice-sodale e con lui aveva girato i suoi precedenti film, commette l’ulteriore errore di spostare il focus del racconto sul protagonista maschile, anzichè mantenerlo su Cora, come nella versione di Garnett con Lana Turner. Scelte che non rendono mai davvero credibile e attendibile questo Il postino suona sempre due volte e lo minano alle fondamenta. La migliore è Jessica Lange nella parte della luciferina Cora, ma nulla può contro l’overacting e la gigionaggine, benché apparentemente contenuta, di Nicholson. Tutti fecero finta di scandalizzarsi per la scena di sesso dei due sul tavolo della cucina, ma era una scandaluccio annunciato e pilotato. Ci sarebbe voluto ben altro.

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