Film imperdibili stasera sulle tv gratuite: CHI LAVORA È PERDUTO, l’esordio di Tinto Brass (domenica 18 novembre 2012)

Chi lavora è perduto (In capo al mondo), di Tinto Brass, Iris, ore 0,57. Segue alle 2,24 Ça ira, il fiume della rivolta, sempre di Tinto Brass.
Primo film di Tinto Brass, anno 1963, o, almeno, il primo a uscire in sala (il documentario Ça ira, dell’anno prima, sarebbe arrivato nei cinema solo nel 1964). Fu la rivelazione di un talento e un piccolo scandalo, insomma fu subito Tinto Brass. Erano anni quelli in cui il cinema italiano, all’apice della sua potenza economica, poteva permettersi di investire su una quantità di giovani autori, ed arrivarono Petri, i Taviani, Olmi. E Brass, appunto. Il quale filma quest’operina su un bislacco giovanotto che si aggira – avventuroso del quotidiano -per una Venezia non convenzionale e non turistica, osservando, incontrando, facendo cose e vedendo gente. Soprattutto ricordando il proprio passato. Un flâneur. Uno spirito quietamente ribelle e anrcoide e libertario che non ha nessuno voglia di sistemarsi e inquadrarsi in un lavoro di routine. Si tirò in ballo la Nouvelle Vague, e in effetti la macchina da presa si muove con una naturalezza e una presa diretta sul reale che hanno un che di godardiano. C’è il tono beffardo di Tinto Brass, già si intravede il tema del sesso come strumento di liberazione e di opposizione. Ebbe guai con la censura, e il titolo originale Chi lavora è perduto diventò In capo al mondo. Apparizioni importanti di Tino Buazzelli, di Franco ‘Kim’ Arcalli e Piero Vida.

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