Torino Film Festival: SMETTERE DI FUMARE FUMANDO, di Gipi. Una narcisata che non ce la fa a interessarci (recensione)

Smettere di fumare fumando, regia, sceneggiatura, musica di Gipi. Con Gipi, Federico Penco, Michele Penco.
Gipi (inteso come fumettista-regista) ci racconta il suo addio alla nicotina. Purtroppo neanche per un momento ci coinvolge. Una narcisata che non si allontana mai dall’ombelico del suo autore.

Scusate, anch’io ho smesso di fumare (era il 5 gennaio 2005) e non l’ho messa giù così dura, mica ci ho scritto un libro né tantomeno ci ho girato sopra un film, a chi volete che importasse? Poi non è mica ‘sta gran impresa titanica ed eroica, per smettere di fumare basta non fumare più. È semplice, se lo si vuole (la difficoltà vera sta tutta lì). Il fumettista-regista e altro ancora Gipi – l’anno scorso fu in concorso a Venezia con il non malvagio, ma gracilissimo L’ultimo terrestre – essendo più famoso di me, giustamente sul suo tentativo di smettere di fumare imbastisce questo filmetto di 68 minuti non di più, grazie a Dio almeno non la tira troppo per le lunghe. Per raccontarci cosa? Il nulla o poco più, o poco meno. In un documentario, o autodoc con forse qualche piccolo elemento di fictionalizzazione – è una tendenza che si porta molto, soprattutto ai festival – riprende se stesso (e la sua faccia da cristo in croce è tra le cose meglio del film) sbattersi con amici, parenti, far piccole cose e vedere gente, tutto un girare in tondo dalle parti del proprio ombelico, in una narcisata che si muove tra la casa di Gipi e la sua compagna, quella della su’ mamma e quella di Tirrenia dove passava da piccolo le vacanze e dove ha sperimentato – dice lui – la peggior notte della sua vita: peccato che quella notte non ce la racconti, almeno avremmo avuto un momento palpitante. Con la scusa che i primi giorni senza nicotina un po’ ti sbarellano (ma dove? ma quando? non è mica vero), fa la faccia finto-truce e finto-incazzata, smadonnando un po’ in quella bella lingua vernacolare-toscopisana. Ma non riesce mai, neanche per un attimino, a farci interessare alle faccende sue. Andando avanti capiamo che quella della crisi da fumo interrotto forse ahinoi è una metafora della crisi dell’artista, e dunque questo film andrebbe preso come il personale Otto e mezzo o il Synecdoche, New York di Gipi. Però meglio non dirlo forte, perché al critico che nel film gli dice “ma questo è il tuo Otto e mezzo” il nostro spara. Fine. Solo che po’ di rap, un po’ di toscanaccio, un uso smodato della camera a mano-spalla e del grandangolo che fa molto indie non bastano a fare una narrazione. Qualche incursioncina nel surreale lynchiano o alla Leos Carax-Holy Motors non migliorano la situazione.

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2 risposte a Torino Film Festival: SMETTERE DI FUMARE FUMANDO, di Gipi. Una narcisata che non ce la fa a interessarci (recensione)

  1. romeo scrive:

    Il fumo è la più stupida mortale e costosa trappola che l’uomo si sia mai costruito! Smettere di fumare è la più saggia ed intelligente delle decisioni che una persona possa prendere per se stessa e per gli altri, se non sai come farlo vai qui http://www.smettoadesso.it/report-gratuito.html adesso è più facile! SPEGNI QUELLA SIGARETTA PRIMA CHE LEI SPENGA TE, GETTALA PRIMA CHE LEI GETTA TE, DIMENTICALA PRIMA CHE LEI DIMENTICHI TE, SPROFONDALA PRIMA CHE LEI SOTTERRI TE IN UN FUTURO CHE NON TI APPARTERRA’ PIU’, SOLO PERCHE’ L’ HAI VOLUTO TU!!
    http://www.smettoadesso.it/report-gratuito.html

  2. Ragazzi, questo aspetto affrontato nell’articolo è molto importante!
    Mi interessa vedere il fiulm di Gipi perchè voglio approfondire il tema e questa cosa la affronto anche qui: http://www.smettere-di-fumare-sigarette.com/blog
    Il fumo non è solamente un vizio ma provoca una fortissima tossicodipendenza sia fisica che psicologica, dunque se potete DECIDETE DI SMETTERE per sempre!
    Ciao, Giovanni 🙂

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