Oggi a Milano all’Oberdan HOLY MOTORS e TABU

Holy Motors e il portoghese Tabu, due dei film che più hanno segnato questo 2012, anche se finora non distribuiti in Italia, ed è uno scandalo. Li si può recuperare oggi a Milano all’Oberdan, proiettati nell’ambito del festival Filmmaker (qui il programma completo).

Holy Motors, all’Oberdan alle ore 21,30. Gli abbonati a Filmmaker potranno ritirare i biglietti già a partire dalle 15,45.Di questo film che ha segnato il ritorno di Leos Carax si è già detto e scritto molto fin dalla sua prima mondiale al festival di Cannes lo scorso maggio, dove l’accoglienza – soprattutto da parte dei francesi – è stata trionfale. Da allora ha viaggiato in innumerevoli rassegne in tutto il mondo (anche al recente Torino Film Festival), è uscito in America con buoni esiti al box office, è stato regolarmente inserito dai critici nella lista dei migliori dell’anno. L’ho visto a Cannes, e ne ho scritto subito su questo blog (qui la recensione).

Tabu di Miguel Gomes, all’Oberdan alle ore 19,00.Confesso che quando l’ho visto al festival di Berlino lo scorso febbraio – era tra i film in concorso – ho avuto una reazione mista, come si può vedere dalla recensione scritta allora a caldo, avvertendone comunque l’eccentricità e lo strano fascino, il suo collocarsi ai margini di ogni tipo di cinema, anche di quello più autoriale. Diviso in due parti, di cui la seconda è il passato di una delle protagoniste della prima, è uno strano melodramma coloniale (girato in bianco e nero) sospeso tra ironia e rarefazione, con inserti surreal-fantastici apparentemente incongrui e pericolosamente kitsch. Un oggetto filmico quasi inclassificabile. Però il suo regista Miguel Gomes, 40 anni giusti (e ne dimostra meno), ha vinto un premio alla Berlinale e si è issato in quel momento in cima alle preferenze dei critici, soprattutto non italiani, anche se continuo a pensare che Tabu sia stato visto e percepito più nella sua superficie e apparenza, anche di genere, che per la complessità dell’impianto concettuale. Però da quel momento per il film è stata una marcia trionfale, e per il suo regista pure, tanto che al Torino Film Festival Gomes è stato omaggiato la settimana scorsa di una retrospettiva. Lì ho visto due suoi film precedenti a Tabu, assai complicati e lambiccati e di cui spero di scrivere al più presto, che comunque mi hanno rafforzato nella convinzione dell’assoluta anomalia e inclassificabilità del cinema di Gomes, qualcosa di completamente nuovo e che resta ancora sospeso tra il sublime e gli abissi del kitsch.

 

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