A MIlano i film del Torino Festival, 11-14 dicembre: IL PROGRAMMA

‘Shell’, il film vincitore di Torino 30. Sarà proiettato mercoledì 12

Le vie del cinema, l’ormai tradizionale rassegna che porta a Milano buone e talvolta ottime selezioni di film dai festival di Cannes, Locarno e Venezia, stavolta, ed è la prima volta, propone alcuni titoli del Torino Film Festival, la cui trentesima edizione si è conclusa sabato 1° dicembre con la giusta vittoria dello scozzese Shell (il palmarès). Da martedì 11 dicembre fino a venerdì 14 saranno undici i film proiettati, tre in più di quelli inizialmente previsti, e mi pare una buona notizia. Attenzione, ci sarà una proiezione sola per ogni film (sotto il programma; in ogni caso consultare la pagina di Lombardia Spettacolo per tutte le informazioni). Sei film vengono dal Concorso, tre dalla sezione Festa mobile (fuori concorso), uno dal TorinoFilmLab, uno dalla retrospettiva dedicata a Joseph Losey. A Torino c’ero, come forse già sa qualche lettore di questo blog, e i film del programma li ho visti quasi tutti: al link relativo potrete trovare la recensione. La lista:

Dal Concorso – Torino 30
Shell
di Scott Graham
Vincitore di Torino 30, del premio Fipresci e di quello assegnato dalla Scuola Holden alla miglior sceneggiatura.
I.D.
di Kamal K. M
Vincitore del premio Achille Valdata
Present Tense

di Belmin Söylemez
The Liability

di Craig Verveiros
Smettere di fumare fumando

di Gipi
Tabun Mahabuda (Il primo aggregato)

di Emyr Ap Richard e Darhard Erdenibulag,
premio per il miglior attore a Huntun Batu

Huntun Batu, miglior attore per il film mongolo ‘Tabun Mahabuda’

Fuori concorso – Festa mobile
Le Fils de l’autre (Il figlio dell’altra)

di Lorrain Lévy
Quartet

di Dustin Hoffman
L’ultimo pastore

documentario di Marco Bonfanti

‘Quartet’

TorinoFilmLab
Buon anno Sarajevo (Djeca)
di Aida Begic

Retrospettiva Losey
The Servant (Il servo)

di Joseph Losey

CONSIGLIEREI: sicuramente Shell, il film vincitore e il migliore visto al concorso (mancano purtroppo Pavilion e il film in sardo sulla Passione Su Re, entrambi parecchio interessanti). Da vedere anche l’indiano I.D. e il mongolo Tabun Mahabuda. Le fils de l’autre è un travolgente melodramma da non perdere. Godibile, ma prevedibile e senza guizzi l’esordio alla regia di Dustin Hoffman Quartet. Obbligatorio The Servant, il capolavoro di Losey, scritto da Harold Pinter. Buon anno Sarajevo, di cui non trovate la recensione su questo blog, l’avevo già visto a Cannes a Un certian regard e, francamente, non mi è venuta voglia di andarlo a rivedere a Torino: una storia di una ragazza e del fratellino rimasti soli nella Sarajevo pacificata ma sempre complicata, un discreto film alla Dardenne ma non proprio un capolavoro ineludibile. Ricordo che la giovanissima regista Aida Begic, musulmana di sarajevo, si presentò alla proiezione a Cannes con il suo velo in testa, facendo capire che era una sua scelta, mica un’impiosizione di chissà chi, scioccando così le anime belle politically correct.

IL PROGRAMMA

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