Film stasera sulle tv gratuite: DICIOTTO ANNI DOPO di Edoardo Leo (giovedì 3 gennaio 2013)

Diciotto anni dopo, Rai 3, ore 23,25.
la-locandina-di-18-anni-dopo-161600primo-piano-di-marco-bonini-dal-film-18-anni-dopo-163738Edoardo Leo è un attore che abbiamo visto recentemente in Viva l’Italia di Massimiliano Bruno e nel film-samizdat – nel senso che è stato distribuito in un pugno di sale e basta – di Maurizio Ponzi Ci vediamo a casa, dove interpretava più o meno lo stesso personaggio del romano proletario, macho ma non selvaggio, muscolare ma con cervello. Solo adesso mi rendo conto che è lui, oltre che uno degli interpreti, anche il regista di questo piccolo film di un tre anni fa che vidi chissà come e chissà dove e poi inabissatosi nel solito buco nero che ingoia molte piccole produzioni italiane tagliate fuori dal circuito distributivo maggiore. Bene fa a ripescarlo stasera Rai Tre, perché Diciotto anni dopo non è mica da buttar via, anzi una visione e una revisione se le merita. Minima ma solida storia di due fratelli opposti per carattere, vita e destino, rimasti insieme fino alla morte della madre in un incidente stradale e poi diventati grandi lontani. Mirko è rimasto a Roma a lavorare come meccanico nell’officina del padre, Genziano è partito per l’Inghilterra, patria della madre defunta, e lì ha fatto una qualche fortuna e una qualche carriera come broker. Si ritrovano diciotto anni dopo per la prima volta in occasione del funerale del padre. Che lascia come dettato testamentario ai figli quello di portare le sue ceneri in Calabria, nel cimitero in cui è sepolta la moglie. Mirko e Genziano ripercoranno la stessa strada in cui la madre morì, in un road-movie classicissimo che sarà scontro di caratteri e, come vuole ogni teatrino drammatico di famiglia, conflitto, rimbrotto e rinfaccio reciproco. Fino a quando emergerà una verità mai detta a ridefinire le relazioni tra i due fratelli. Ben scritto, ben costruito, ben recitato da Edoardo Leo, il fratello coatto, e da Marco Bonini, quello più di successo dei due. Ricordo che dece il giro di qualche festival internazionale (Palm Springs, mi pare), con buoni risultati. Postilla: di road movie col morto – salma o ceneri – se ne son visti un bel po’ in questi ultimi anni. Oltre a questo, Simon Konianski (salma), Il cammino di Santiago (ceneri), Il responsabile delle risorse umane (salma). Sarà mica una tendenza?

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