R.I.P. Mariangela Melato: una valigia, i suoi film, la notte della Luna

05082009120443Quando ho letto della sua morte son rimasto basito. Sconvolto, e non esagero. Ha sempre trasmesso energia, Mariangela Melato, un’energia debordante, non la si può neanche immaginare così, senza vita. Invece. Dirle addio, commuovendoci, anche piangendo, è il minimo che possiamo fare. Dobbiamo esserle grati per quanto ci ha dato, a teatro, al cinema. Non un’attrice come le altre, un’attrice speciale che ha percorso la nostra vita, la vita di tutti, di quelle che ci segnano. Da dove cominciare? I ricordi miei vengono fuori alla rinfusa. Quella volta che in non so quale trasmissione Rai in bianco e nero emerse da una valigia davanti a Pippo Baudo, e gli italiani che la videro non se la dimenticarono più. Ossuta. Una faccia già naturalmente stilizzata. Un corpo (fors’anche una testa) poco italiano, poco mediterraneo. Donna speciale anche nel senso di atipica. Con un che di alieno, come venuta dallo spazio. Continuo con le madeleine. Quella sera, quella notte in piazza Duomo a Milano dove la vidi recitare nell’epocale Orlando furioso di Luca Ronconi, qualcosa che spezzò la storia del teatro in un prima e in un dopo. Narrazione che si scomponeva e ricomponeva in un gioco di carrelli che trasportavano gli attori da un punto all’altro, come in una giostra, o in una partita astratta. Lei, vestita di nero, quale Olimpia, un idolo, un feticcio, con quella faccia strana, di quelle facce che non avevi mai visto. Era la notte in cui il primo uomo camminava sulla Luna, era il 20 luglio 1969, e io vedevo Mariangela Melato per la prima volta. Poi sono arrivati i suoi moltissimi film, il trittico storico con Lina Wertmüller e Giancarlo Giannini che la fece conoscere anche in America. Stava per averla, una carriera americana. Fece un’apparizione ultracamp quale generale Kala nel Flash Gordon prodotto da Dino De Laurentiis là a Hollywood (sì, il Flash Gordon film di culto del protagonista di Ted), la voleva Ridley Scott per Alien, ma insorsero problemi sindacali e la parte andò a Sigourney Weaver. Avrebbe poi girato una commedia, I jeans con gli occhi rosa, diretta da un certo Andrew Bergman, che l’avrebbe dovuta imporre definitivamente, ma l’operazione non riuscì. Ma forse a Hollywood Mariangela Melato non voleva andarci davvero, non mi pare fossero compatibili. L’Italia continuava ad amarla, negli anni Settanta Melato divenne una moneymaker, una capace da sola di attirare la gente al botteghino, impresa riuscita solo a pochissime nostre attrici. Resta una delle tre grandi comiche che, nella nostra commedia, si sono issate al livello di Sordi, Gassman, Tognazzi, riuscendo a tenere loro testa e ad avere il loro stesso richiamo sul pubblico. C’è lei, e ci sono Franca Valeri e Monica Vitti, basta. Melato era però tale attrice da essere universale, da poter affrontare ogni ruolo, dal comico spinto al drammatico al tragico. Dopo la stagione degli anni Settanta e primi Ottanta il cinema italiano entrò in una crisi abissale, e anche lei ne risentì. Le sue apparizioni su grande schermo si diradarono, si moltiplicarono quelle a teatro. Negli ultimi vent’anni ha giganteggiato soprattutto on stage, in spettacoli molti e memorabili, come quelli in cui è stata diretta da Luca Ronconi. Ce la meritavamo? Ce la siamo meritata? Mariangela Melato penso abbia dato a questo paese più di quello, che pure è tanto, che ha ricevuto. Di quelle atttrici, di quelle donne, con cui ti senti eternamente in debito perché, per quanto fai, non riesci a ripagarle per quanto si sono spese. La mia amica E. sostiene che Melato è stata gigantesca e immensa come Anna Magnani. Ha ragione. Magnani, un’altra cui abbiamo dato meno di quanto ci abbia dato.

I film, qualcosa dell’immensa carriera sua. Quelli in cui meglio la ricordo.
Mimì metallurgico ferito nell’onore di Lina Wertmüller (1972)
http://www.youtube.com/watch?v=vkbBxinkN0g
La polizia ringrazia di Stefano Vanzina (Steno), 1972
http://www.youtube.com/watch?v=MqmEbri4GKo
La poliziotta di Steno (1974)

Orlando Furioso (il film), regia di Luca Ronconi (1975)

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller (1974)

Flash Gordon di Mike Hodges (1980)

Dimenticare Venezia di Franco Brusati (1979)
http://www.youtube.com/watch?v=iGOmJj9DS_o
La classe operaia va in paradiso di Elio Petri (1971)

Sterminate Gruppo Zero di Claude Chabrol (1974)

Questa voce è stata pubblicata in attrici, celebrities, cinema, Container e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a R.I.P. Mariangela Melato: una valigia, i suoi film, la notte della Luna

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.