Film stasera sulle tv gratuite: LABIRINTO DI PASSIONI di Pedro Almodóvar (sabato 13 gennaio 2013)

Labirinto di passioni, Rai Movie, ore 1,15.
600full-labyrinth-of-passion-screenshot-1600full-labyrinth-of-passion-screenshotAnno 1982: secondo film di Almodóvar dopo Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio e debutto di un irriconoscibile Antonio Banderas. L’Almodóvar ancora selvaggio, non quello addomesticato a uso di platee internazionali, grandi festival e vari premi Oscar così come lo conosciamo da una quindicina d’anni ormai. L’Almodóvar scheggia impazzita (ma mica troppo, a ben guardare) del movidismo che in quegli anni si era impadronito di Madrid e della Spagna intera, ridisegnandone la faccia e l’immagine come luoghi del nuovo succulento peccato erotico, quello gay e transgender in primis. In questo pazzo film, che sarebbe davvero il caso di chiamare screwball comedy, c’è una cantante punk assatanata di sesso figlia degenere di una famiglia assai conservatrice (è la Cecilia Roth che ritroveremo in Tutto sua mia madre) e l’erede di chissà quale impero in terra musulmana, qualcosa che richiama il trono del pavone o giù di lì (c’è anche un’imperatrice Toraya, se è per questo), omosessuale in cerca di avventure in terra di Spagna. I due si incontrano e inopinatamente si piacciono. Ma le cose si complicano per via di terroristi sulle tracce del rampollo. Almodóvar sbeffeggia tutto, ha pure le palle di alludere pesantemente alla rivoluzione khomeinista. Banderas al suo primo film non lo riconosci quasi, timido e qualunque com’è. Ci avrebbe poi pensato Pedro a cavarne la star che sappiamo.

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