OSCAR 2013: i vincitori. La serata in diretta vista da me (guardando Sky)

Finora red carpet. Meglio vestite: 1) Anne Hathaway in un concettuale, sublime Prada. 2) Jessica Chastain se ricordo bene in Armani Privé, davvero degna della Golden Era di Hollywood.
Bella, bellissima Charlize Theron, ma quella fascia in vita del suo Dior Couture rovina tutto. Troppo statuaria Jennifer Lawrence, troppo imponente l’abito, pure questo Dior C.

Seth McFarlane (quello di Ted e dei Griffin) è stato pessimo alla presentazione delle nomination, vediamo cosa combina stasera. La partenza non mi pare brillantissima.

Numero musical-disneyano con Channing Tatum e Charlize Theron, Seth McFarlane canta (non male, meglio di quando parla).

Questo collegamento con l’Enterprise è tremendo. Adesso SMF introduce Daniel Radcliffe  Joseph Gordon Levitt, tutti e tre canticchiano e ballicchiano. Così così, numero un po’ acrobatico, non facile, non riuscito. Ma insomma quando si comincia con i premi?

Octavia Spencer (best supporting actress l’anno scorso per The Help) premia il migliore attore non protagonista. Spero sia Philip Seymour Hoffman o Christoph Waltz, vediamo come va. Però tutti i candidati son premiabili, diciamolo. E l’Oscar va a… Christoph Waltz! (per Django Unchained). Waltz ringrazia tutti, Tarantino, Kerry Washington, i suoi amici, ecc. Massì, non mi spiace che abbia vinto lui (che si prende il secondo Oscar, dopo quello per Bastardi senza gloria).

La tipa oversize di Le amiche della sposa (non ricordo il nome mannaggia, ah già, Melissa McCarthy) e un tizio che non riconosco (è Paul Rudd, me l’ha detto poi la Siri: grazie) presentano non so che cosa, aspetto che la cosa si chiarisca. Ah sì, il miglior corto di animazione. E l’Oscar va a… Paper Man, di John Kahrs.

Adesso l’Oscar per il migliore film di animazione. E l’Oscar va a… Brave (Tim Burton fregato, niente a Frankenweenie).

Reese Witherspoon presenta i candidati al migliore film: si comincia con Les Miserables, Vita di Pi, Re della terra selvaggia. inquadrati la bambina protagonista di Re della terra selvaggia, applausone per lei (che sul red carpet non è stata il massimo della simpatia).

Seth MF introduce The Avengers, eccoli quasi tutti, compreso il grande Robert Downey Jr. Ma Scarlett dov’è? Jeremy Renner quasi irriconoscibile e con l’aria molto plebea. Presentano le candidature per la miglior fotografia. E l’Oscar va a… Claudio Miranda per Vita di Pi. (il film l’ho detestato). Miranda, un tizio con incredibili capelli lunghi banchi, ringrazia tutti, moglie e figlia, Ang Lee, l’Academy ecc. Lui è cileno pare di origine italiane.

Adesso siamo ai migliori effetti speciali. Presentano sempre The Avengers. E l’Oscar va a… Vita di Pi (non che sia demeritato, ma finora due Oscar al film di Ang Lee mi sembrano troppi). Quattro signori dai nomi imposibili incassano il premio e ovviamente ringraziano, dicono che il film è stato un grande rischio, ahi, uno rigrazia anche mamma e papà.

Torna Channing Tatum, stavolta con Jennifer Aniston: strana coppia. Son qua per consegnare la statua a non ho capito se costumisti o truccatori, credo al migliore make up. Spiritosaggini di Channing sulla ceretta. Per i migliori costumi, l’Oscar va a… Jacqueline Durand per Anna Karenina (giusto, ho adorato il film). Tre parole di ringraziamento e via, brava.

Adesso l’Oscar per il migliore trucco. E l’Oscar va a… Les Miserables (Lisa Westcoat e Julie Darknell sono le due vincitrici, i cognomi non so se li ho azzeccati. Due signore dall’aria qualsiasi, una è un donnone. Poche parole da tutte e due. Fantastiche).

Si festeggiano i 50 anni di James Bond, e introduce il discorso una Bond Girl, Halle Berry, sempre bellissima, in uno strano e bel Versace metallizzato dalle spallone manga e un po’ anni Ottanta. Ratatouille di musiche bondiane su mashup di immagini bondiane. Sorpresa immensa: ecco sul palco materializzarsi Shirley Bassey che canta Goldfinger live! Il miglior Bond-song di sempre. Da ascoltare in silenzio, con rispetto immenso. Momento che da solo vale la serata. Ovation! Standing ovation! Shirley Bassey è leggenda vera, altrochè, e canta ancora strabene.

Si torna on stage con Seth MF. che introduce Kerry Washington e Jamie Foxx, la coppia di Django Unchained. Vediamo cosa presentano. Si parla di migliore corto live action (non animato). E l’Oscar va a… Curfew (Coprifuoco), di Shawn Christensen. Molti grazie del vincitore (anche “al mio bellissimo padre”, ed è una novità).

Adesso il migliore corto documentario. E l’Oscar va a… Inocente, di Sean Fine e Andrea Fix Fine.

Arriva Liam Neeson, che continua con la presentazione dei candidati ai migliori film. Ecco Argo, Lincoln, Zero Dark Thirty.

Ben Affleck presenta l’Oscar per il migliore documentario. E l’Oscar va a… Searching for Sugar Man.

Un po’ di pub, un po’ di tregua. Ma riecco Seth. Con Jennifer Garnee, la signora Affleck, e Jessica Chastain. Siamo al migliore film in lingua straniera (vincerà Amour). E l’Oscar va a… Amour (ovvio, scontato, anche meritato, come no. Ecco Michael Haneke: ringrazia i produttori, la Sony Classics, la troupe, la moglie – “sei il cuore della mia vita”, parole non così hanekiane – e ringrazia i due attori, Trintignant e Emmanuelle Riva. Sobrio, gran classe).

John Travolta introduce rievocazione di celebri musical. Si parte con Chicago, e Catherine Zeta-Jones, che se ricordo bene si portò a casa allora l’Oscar, rifà scena del film, cantando (e ballicchiando) in diretta. Adesso Dreamgirls. Poi Les Miserables, con Hugh Jackman che canta in diretta, segue Anne Hathaway. Duetto tra i due, lei meglio di lui (anche nel film peraltro). Arrivano adesso Amanda Sayfried e altri due (non ricordo i nomi, lui è il fidanzato di Cosetta, lei la quasi sorellastra). Arrivano altri, ah ecco anche Russell Crowe. Insomma si rifà live un pezzo di Miserables, niente male (è spuntato il coro, e pure Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen). Bandiere ovunque. Standing ovation (esagerati). Però insomma questo numero come il film è assai commovente.

L’antipatico Chris Pine con Zoe Saldana (sempre una delizia) stan parlando di cose tecniche. Che Oscar assegneranno? Parlano di una medaglia assegnata a qualcuno per qualcosa.

Sweth McFarlane introduce i suoi Mark Wahlberg e l’orso Ted. Okkei, adesso i due presentano i candidati per il miglior sonoro. E l’Oscar va a… Les Miserables (sono in tre a ritirarlo, due signore in età e uno più giovane).

Ancora Ted e Wahlberg: urca, battute sugi ebrei, Ted l’orsacchiotto dice di essere ebreo, di donare fondi a Israele, accidenti, terreno sciviolosissimo, ma si può?, ma McFarlane è impazzito? Siamo al migliore montaggio sonoro. Incredibile, c’è un ex aequo, evento raro agli Academy Awards. E l’Oscar (il primo) va a… Zero Dark Thirty (è al momento l’unico Oscar al grande film di Kathryn Bigelow). E il secondo Oscar va a… Skyfall.

L’utraottantenne Christopher Plummer, vincitore l’anno scorso come best supporting actor, consegnerà l’Oscar alla migliore attrice non protagonista (tutti i pronostici sono per Anne Hathaway). E l’Oscar va a… Anne Hathaway. Per carità, mi è piaciuta immensamente in Les Miserables, ma qui le avrei preferito Amy Adams. Dice: si è avverato il sogno (riferimento a I dreamed a dream…). Ringrazia Hugh Jackman. Si dice onorato di essere stata candidata insieme a grandi attrici. “Spero che la storia di Fantine tra un po’ di tempo sarà solo nei film”. (Il suo abito Prada è il meglio, non ce n’è. Però il collier è un po’ troppo e con il vestito non c’entra niente). Intanto Les Miserables si è assicurato già tre Oscar.

Arriva il presidente dell’Academy, che di cognome fa Koch. Introduce sei ragazzi selezionati in base a dei corti che hanno mandato per non so quale concorso. Intanto arriva Sandra Bullock. Tocca a lei assegnare l’Oscar per il montaggio. E l’Oscar va a… William Goldenberg per Argo. George Clooney (con capelli grigi e fluente barba grigia), produttore del film, i mostra assai soddisfatto in platea.

Fermi tutti, Adele canta live Skyfall (candidata all’Oscar per la migliore canzone, e strafavorita). Non mi sembra però così esplosiva. Esecuzione corretta, niente di più. Vestito e scarpe (credo Louboutin) sberluccicanti.

Finora non c’è un film pigliatutto, situazione abbastanza equilibrata. Lincoln finora zero.

Nicole Kidman introduce gli ultimi tre candidati all’Oscar per miglior film: Il lato positivo, Django Unchained e Amour.

Altro giro, altra coppia di presenters: Daniel Radcliffe e Kirsten Stewart. Presentano l’Oscar per la migliore scenografia. E l’Oscar va a… Lincoln (il primo Oscar al film di Spielberg). Sono in due i destinatari del premio, Rick Carter e Jim Erickson. Solo Carter però è sul palco a ritirare l’Oscar.

Salma Hayek con impalcatura in testa annuncia The Governors Awards consegnati la sera prima: Hal Needham, il documentarista Pennebaker, Jeffrey Katzenberg (premiato per l’impegno umanitario), George Stevens Jr.

Arirva sul palco George Clooney, a presentare l’atteso tributo In Memoriam, omaggio-montaggio per chi quest’ultimo anno se n’è andato. Tra di loro Ernest Borgnine, Eiko Ishioka, Celeste Holm, Carles During, Carlo Rambaldi, Erland Josephson, Tonino Guerra, Ulu Gosbard, AndrewSarris (critico), Tony Scott, Nora Ephron, Frank Pierson, Ray Bradbury, Richard D. Zanuck, Marvin Hamlisch. (Due gli itraliani: Guerra e Rambaldi).

Mon Dieu, ecco Barbra Streisand elle même che dello scomparso Marvin Hamlish canta in diretta una canzone, che è poi la mia canzone preferita di Barbra Streisanf, The Way We were. Omaggio commovente, certo, ma la voce, la voce ormai è esile. Sorry, però prima Shirley Bassey se l’era cavata meglio.

Celebrazione dei dieci anni di Chicago, quindi ecco gli interpreti Richard Gere, Queen Latifah, Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones. I quattro annunciano poi le nomination per la colonna sonora (qui c’è l’unico italiano in gara, Dario Marianelli per Anna Karenina). E l’Oscar per la migliore colonna sonora va a…Vita di Pi (Mychael Danna è il vincitore: fa un breve discorso, bravo).
Adesso si annuncia l’Oscar per la migliore canzone originale. Attenzione, c’è anche una canzone da Ted il cui autore è Seth McFarlane, presentatore della serata. Conflitto di interessi? La esegue Norah Jones. E l’Oscar per la migliore canzone originale va a… Skyfall di Adele (e ci mancava pure la dessero a qualcun altro). Adele ritira insieme al collega coautore, ringrazia, si commuove, fa smorfie, boccucce e boccacce. Saluti.

Tocca alla migliore sceneggiatura (sono due Oscar per due categorie, originale e non originale). Presenters: Dustin Hoffman e Charlize Theron. Lei 30 cm più alta di lui, e non dite che sono i tacchi. E l’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale va a… Chris Terrio per Argo. Sì, Oscar meritato. Terrio ringrazia Affleck, ma anche l’agente Cia protagonista del film che liberò i sei americani a Teheran.

Adesso l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, che va a… Quentin Tarantino per Django Unchained. Quentin ritira con camiciona aperta e cravatta allentata, stile Tarantino insomma. Gigioneggia travolgente. “Io devo trovare le persone giuste per far vivere i miei personaggi, quindi grazie agli attori del mio film: Leo, non sei qui, ma ti ringrazio. E’ un onore ricevere l’Oscar per la sceneggiatura quest’anno, perché c’erano tanti bravissimi candidati, l’anno migliore”. Massì, siamo tutti contenti, come no. Gianni Canova su Sky chiosa che Tarantino è più un regista che uno sceneggiatore, io penso esattamente il contrario.

Jane Fonda, gran settantenne in giallo, un portento, una meraviglia. Con lei Michael Douglas. Annnciano i candidati per la migliore regia. E l’Oscar per la migliore regia va a… Ang Lee per Vita di Pi. Questa sì che è una sorpresa, e secondo me un’ingiustizia. Fatto fuori Spielberg, Affleck non era neanche stato nominato. Davvero, questo è l’Oscar finora più sbagliato e sballato. Ang Lee ringrazia tutti quelli che hanno lavorato con lui e condiviso il progetto, ringrazia l’autore del romanzo Yann Martel, quelli della Fox, “e il bellissimo cast”. Ringrazia la moglie, “siamo sposato da trent’anni” (e chi pensava che il regista di Brokeback Mountain fosse gay è servito).

Finora il grande sconfitto è Lincoln.

Jean Dujardin, Oscar l’anno scorso come migliore attore per The Artist (sembra invecchiato di dieci anni rispetto ad allora), premierà la migliore attrice di quest’anno. Vengono presentate le cinque candidate. Ovazione sacrosanta per Emmanuelle Riva, elegante, seduta in platea. Ma l’Oscar per la migliore attrice protagonista va a… Jennifer Lawrence per Il lato positivo. Ampiamente scontato, a me dispiace per Jessica Chastain. “E’ incredibile, grazie. Il mio rispetto a tutte le altre concorrenti di quest’anno, è sato un onore conoscervi tutti. Buon compleano, Emmaneuelle” (Riva compie proprio oggi 86 anni). Jennifer Lawrence inciampa nel suo abitone Dior Couture salendo i gradini.

Meryl Streep, matronale, pessimamente vestita (come sempre), annuncia i candidati all’Oscar come migliore attore proagonista. (Joaquin Phoenix incredibilmente presente, anche se con la solita aria scazzata, e masticando qualcosa tipo chewing gum). Poi Streep apre la fatidica busta, e l’Oscar come migliore attore protagonista va a… Daniel Day-Lewis per Lincoln. Scontato, ed è il suo terzo oscar, pazzesco. Molti applausi, qualche fschio che non casco se di approvazione o disapprovazione. “Ho ricevuto nella mia vita più di quello che meritavo”. Fa lo spiritoso: “Meryl Streep era la prima scelta per Lincoln”. “Vorrei ringraziare la nostra produttrice Kathy Kennedy, e tre uomini, Tony Kushner, Spielberg, e il corpo e l’amima di Lincoln. Per mia madre, grazie”.

Un invecchiatissimo e malandato Jack Nicholson sale sul palco per l’Oscar al miglior film, Colpo di scena: collegamento con la Casa Bianca, con Michelle Obama che parla dei film nominati e di quanto hanno dato ecc. ecc.
Ma si torna alla casa Bianca e incredibilmente è Michelle Obama ad aprire la busta, e l’Oscar per il migliore film va a… Argo (bene così, ma un’altra fregatura per Spielberg, il grande sconfitto della serata: dodici nomination e quasi niente. Sconfitto anche Zero Dark Thirty).
Tre statuette per i tre produttori: Grant Heslov, Ben Affleck e George Clooney, tutti e tre esutanti sul palco. Affleck è emozionato davvero e sovreccitato anche, ha perso la sua solita aria da pupone: “Grazie mille, Spielberg sei un genio, tutti gli altri film nominati dovrebbero essere qui con noi”. Sfilza di ringraziamenti (anche al Canada).

Nessun film ha prevalso sugli altri. Grande sconfitto Spielberg. L’evento: Michelle Obama dalla Casa Bianca annuncia l’Oscar al miglior film. Sconfitta anche per la Bigelow. Sorpresa massima: Ang Lee migliore regista. Daniel Day-Lewis spiritoso con l’Oscar in mano: non se l’aspettava nessuno. Seth McFarlane presentatore grossolano e non memorabile.

 

 

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