Film stasera sulle tv gratuite: L’AUSTRALIANO di Jerzy Skolimowski (martedì 19 marzo 2013)

L’australiano, Rai Movie, ore 1,05.
the-shout-1ScolimSh5Polacco della diaspora anni Sessanta, emigrato in contemporanea a Roman Polanski suo compagno alla scuola di cinema di Lodz, Jerzy Skolimowski è autore oggetto di un culto cinefilo ramificato in tutto il mondo. Quanto sia influente e stimato lo si è capito anche a Venezia 201o quando la giuria presieduta da Quentin Tarantino ha assegnato ben due premi al suo – povero e bellissimo – Essential Killing: un omaggio da parte di cineasti e addetti ai lavori a un maestro (e lo danno, fortunata coincidenza, proprio stasera in tv alle 23,18 su Rai 4). Del sodale Polanski non ha mai raggiunto né la fama né i risultati al box office, ma con lui divide il disincanto di fondo, l’essere irrimediabilmente un outsider, una visione non conciliata del mondo e della vita (e del cinema). Regista anarchico, si dice spesso di Skolimowski, e la definizione è vera almeno nel senso che è stato e rimane un grande irregolare nel sistema-spettacolo, non classificabile e non etichettabile. Uno che con un pugno di dollari ti sa creare opere che restano e nello stesso tempo con il vezzo dandistico di concedersi quale attore a megaproduzioni mainstream, come recentemente in The Avengers dove è apparso quale sadico torturatore est-europeo. Questo L’australiano, anno 1978, è uno dei suoi vertici da regista, uno dei suoi film più famosi e riusciti, difficile da spiegare e descrivere quanto bello da vedere e di immensa suggestione. Un uomo si introduce nella vita di una coppia medioborghese apparentemente tranquilla e appagata. Viene dall’interno dell’Australia, dalla terra degli aborigeni dove lui, bianco, dice di aver appreso magici segreti. Sostiene di essere in grado con un urlo potente e quasi oltreumano di annientare persone e cose. Forse è un pazzo, forse un simulatore che usa l’arma della fascinazione magica per spezzare la coppia e conquistare lei. Ma l’inconoscibile, l’irrazionale, il sovrannaturale faranno irruzione davvero nella vita dei due, e niente sarà più come prima. A raccontare questa vicenda è un signore misterioso ricoverato in un manicomio, di cui man mano scopriremo l’identità. L’Australia terra sospesa e divisa tra i colonizzatori inglesi e il nucleo primigenio e duro e irriducibile degli aborigeni, qualcosa che diventerà di lì a poco anche la materia con cui Peter Weir costruirà il suo L’ultima onda. Film molto anni Settanta, L’australiano, in cui la forza degli istinti preme sulle razionali costruzioni borghesi mandandole in frantumi. Oggi una storia così svolterebbe in un indigesto miscuglione new age, allora diventava esemplare parabola sociopolitica. Con Alan Bates (l’uomo dell’urlo), Susannah York e John Hurt. C’è pure il Tim Curry di The Rocky Horror Picture Show.

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