Stasera su Iris lo speciale MINA E IL GRANDE SCHERMO (martedì 19 marzo 2013)

Mina e il grande schermo, Iris, ore 23,08. Uno speciale a cura di Tatti Sanguineti.

MIna in 'Per amore... per magia', anno 1967.

MIna in ‘Per amore… per magia’, anno 1967.

Con Umberto Orsini in 'Io bacio... tu baci'

Con Umberto Orsini in ‘Io bacio… tu baci’

Per la Mina-generation, quella cresciuta tra Una zebra a pois e la battistiana Insieme, questo è uno speciale imperdibile. Tatti Sanguineti, uno dei guru della nostra cinecritica, ha messo in piedi per Iris una inchiesta, o se preferite un video-viaggio, in un lato non così esplorato della Mazzini nazionale (anche se abitante da tempo immemorabile a Lugano), che è il suo legame-non legame con il cinema. Cinema che l’ha voluta, ma cui lei ha detto più no che sì. I sì  consistono soprattutto in musicarelli meravigliosi con la sue preziosa presenza, perlopiù canterina com’è giusto, ma anche recitante. Titoli come Io bacio… tu baci (di Piero Vivarelli), Urlatori alla sbarra (del non ancora horrorifico Lucio Fulci), Appuntamento a Ischia (di Mario Mattoli), una dozzina in tutto, girati nel breve arco di anni tra 1959 e 1963. Arriva più tardi, nel 1967, un musicarello con aspirazioni di musical, Per amore… per magia, una stravaganza pop diretta da Duccio Tessari con Gianni Morandi protagonista che fu un flop terribile. Forse è per quello – Mina non mi pare ami le sconfitte, vedi la delusione sanremese nell’anno delle Mille bolle blu che la indusse a disertare per sempre il festival – che lei dal cinema è scappata: arrivando a rifiutare la proposta di Fellini che la voleva in Satyricon nella parte poi andata a Capucine. Rivela nel corso di questo speciale il figlio Massimiliano Pani che anche Coppola cercò di averla come moglie di Al Pacino nel Padrino, ma anche lì rifiuto secco da parte della tigre. Pensare che quel ruolo sarebbe andato a Diane Keaton facendola entrare nella storia nel cinema e nel famoso immaginario collettivo. Ma forse la vera Mina cinematografica è quella dei tantissimi (una quarantina), meravigliosi Caroselli Barilla girati con il geniale (e mica si esagera nel definirlo tale) Piero Gherardi, costumista del Fellini più grande (La dolce vita, Otto e mezzo), che la trasformò in icona di lunare eleganza e stravaganza, in pura creatura disincarnata ed elevata a immagine di assoluta perfezione formale imbrigliandola in vestiti surreali. Non attrice, icona per l’appunto.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, documentario, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.