Film stasera sulle tv gratuite: BARABBA (domenica 31 marzo 2013)

Barabba, Cielo, ore 21,35.
th4867_barabba21Dino De Laurentiis-movie del 1961, di quando il produttore napoletano non si sognava nemmeno di andarsene in America, come invece avrebbe poi fatto, e Hollywood la sfidava ancora da qui, da casa nostra, da Cinecittà, mettendo in piedi progetti grandiosi, giganteschi, titanici, di misura e ambizioni smodate fino alla follia. Progetti che allora sembravano e fors’erano megalomani, ma che, visti oggi, testimoniano la voglia, il sogno di fare del cinema italiano un competitor globale. Un film come questo ha poco da invidiare alla grandeur dei colossi americani di quegli anni nel genere peplum, film come Ben-Hur o Cleopatra. Barabba romanza un frammento dei Vangeli, quello del bandito Barabba liberato dopo che la folla, chiamata a scegliere tra lui e Gesù, ha scelto lui. “Chi volete sciolto dalle catene, Gesù o Barabba?” chiede Ponzio Pilato alla piazza, e allora rimbomba l’urlo: “Barabba!”, a dimostrazione imperitura di come non sempre la democrazia dal basso-assembleare e i referendum popolari producano il meglio (una scena cui tutti i populisti dovrebbero pensare e ripensare). Bene, si immagina che dopo quella liberazione, che ha significato per contrasto la condanna di Cristo, il bandito dopo varie vicissitudini finisca a Roma. Farà il gladiatore, conoscerà un buon cristiano che lo convertirà. Finira condannato anche lui sulla croce, in una sorta di espiazione dell’ingiusto privilegio un tempo goduto. Lo spettacolo secondo i dettami del peplum-movie non manca. Memorabile la morte in croce di Cristo, filmata durante la vera eclissi di sole di quell’anno: “E il cielo si oscurò”, come scrivono gli evangelisti. Anthony Quinn è il possente, credibilissmo protagonista. Dirige il Richard Feischer di I Vichinghi. Cast magnifico, con una bellissima Sivana Mangano, allora signora De Laurentiis, e poi: Vittorio Gassman, Valentina Cortese, Arthur Kennedy. Occhio, cercate di identificare tra i patrizi assiepati nell’arena per i ludi galdiatori Sharon Tate, la futura, sfortunata moglie di Roman Polanski.

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