Recensione. TRENO DI NOTTE PER LISBONA: pretenzioso, arty, fintissimo

Ripubblico la recensione scritta dopo la presentazione del film al Festival di Berlino lo scorso febbraio.20138089_2-700x466
Treno di notte per Lisbona
, regia di Bille August. Con Jeremy Irons, Mélanie Laurent, Jack Huston, Martina Gedeck, Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Bruno Ganz, Lena Olin. Dal romanzo omonimo di Pascal Mercier. Presentato alla Berlinale nella sezione Competition (ma fuori concorso).
20138089_4-700x466
Un professore svizzero va a Lisbona per indagare sul misterioso autore di un libro. Si ritroverà a dipanare un groviglio di passioni politiche e amorose, di eroismi e tradimenti ai tempi della dittatura di Salazar. Ma se qualcuno si aspetta (io almeno me l’aspettavo) qualcosa di simile a La strategia del ragno di Bertolucci, resterà deluso. Qui non si osa niente, figuriamoci. Bille Agust confeziona il tutto con sussiego e la solita pretenziozità arty. Pessimo. Voto 351302__scena_del_film_night_train_to_lisbon_2013_sam_emerson_concorde_filmver__small
Ma come avrà fatto Bille August a vincere due volte la Palma d’oro a Cannes? E chi sono i giurati che gliele hanno assegnate? Uno di quei registi di anodine produzioni internescional prive del pur minimo carattere e asperità, adatte a un pubblico mainstream globale (ma soprattutto europeo) che non vuole pensieri, però vuole anche sentirsi intelligente e superiore alla media quando la domenica pomeriggio va al cinema. Il niente, il sottovuoto spinto, però confezionato con sussiego e presentato al suo spettatore di riferimento, che tale lo vuole, come Cinema Impegnato o addirittura Opera d’Arte. La fiera del banale, la retorica più bolsa spacciata per finezza intellettuale. Perché l’operazione riesca ci vuole un soggetto finto-alto che affronti un tema importante (la guerra, l’ingiustizia sociale, ecc.), un cast di attori da museo, una messinscena di apparente accuratezza e raffinatezza, in realtà sciatta e tirata via. Meglio ancora se c’è un bestseller alla base, di quelli venduti a milioni di copia worldwide. Ecco, questo è Night Train to Lisbon, questo è un tipico film firmato Bille August. Un maturo professore di latino di Berna incontra per caso un libro portoghese di cui si innamora. Andrà a Lisbona per saperne di più sul suo autore, Amadeu de Prado, sul perché non abbia scritto altri libri, su quale vita ha vissuto e di quale morte sia morto. Si ritroverà a indagare su storie lontante di resistenza alla dittatura di Salazar, su eroi e su infami, su passioni incandescenti e gelosie furiose. Per un attimo ci si illude di trovarci di fronte a un labirinto, a una storia di ombre e di ambiguità tipo La strategia del ragno di Bertolucci, dove l’eroe e il traditore si confondevano e sovrapponevano. Ma figuriamoci, siamo in un romanzone medio, siamo in un film medio, non bisogna turbare le coscienze, tutto deve essere rigorosamente prevedibile e non inquietante, e Bille August esegue il compito. Così, dopo le nostre iniziali illusioni, tutto torna al posto suo, i buoni da una parte e i perfidi dall’altra. La trama è soporifera, i colpi di scena telefonati e al minimo sindacale. Lisbona è fotografata come da commercial promozionale della locale Azienda di soggiorno, se c’è una musica potete scommettere che è un fado. Però tutti parlano un inglese impeccabile. Sì, lo so che è una produzione internazionale, sì lo so che il cinema è finzione, però quando sento come in questo caso le donne di servizio, il verduraio, i pescatori parlare come oxfordiani mi vien da ridere. Il peggior inglese è quello di Bruno Ganz. Già l’accento tedesco non lo aiuta, oltretutto gli tocca fare pure l’alcolista con la voce impastata. Un disastro. La meglio è Charlotte Rampling, come sorella invecchiata e vestale del misterioso autore del libro. Apparizione di culto, ed è il solo motivo per vedere il film, di Christopher Lee, ormai novantenne, come sacerdote-professore di Amedeu de Prado. Dimenticavo: l’insegnante svizzero di latino è Jeremy Irons, che di questi tempi appare spessissimo, e non sempre in ottimi film.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, festival, film, recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Recensione. TRENO DI NOTTE PER LISBONA: pretenzioso, arty, fintissimo

  1. Pingback: 15 film stasera in tv (merc. 21 novembre 2018, tv in chiaro) | Nuovo Cinema Locatelli

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.